foto: Siracusa Chiesa di S. Maria dei Miracoli
tavola di SAN CORRADO di G. M. Trevisani, pittore veneto



NOTO:

IL PROCESSO

TESTIMONIALE DEL 1485

A Piacenza si conosceva del nobile in fama di santità!



Scrive p. Filippo Rotolo nella relazione tenuta nel Convegno di Noto del 1990:

Tra le testimonianze più notevoli per la storia del culto di S. Corrado, segnaliamo quella del Magnifico D. Francesco Leonfanti, Dottore in utroque e resa il 5 luglio (1485). In essa il teste ci narra che nel 1467 trovandosi a studiare a Padova e parlando con MesserGiovanni da Piacenza, anche egli studente, gli venne di ricordare tra le città principali di Sicilia anche Noto. L’interlocutore (Giovanni da Piacenza ndr) sottolineò che già havia intisuchi in quista chitati di Nothu chi esti lu corpu di unu nobili homo, lu quali fu di la mia chitati di Placentia, dichendu chi havia statu nobili homu.

Crediamo che questa sia la testimonianza più antica, anche se indiretta, sulla conoscenza di S. Corrado a Piacenza.”

In effetti questa è una prova antica che a Piacenza prima del 1500 assolutamente si sapeva di un nobile della stessa Piacenza che era morto a Noto in Sicilia e venerato quale “beato Curraldo”. Si sapeva quindi di questo nobile piacentino destinato alle glorie degli altari già a livello di "vociferare" e quindi riteniamo che se l'ambiente erudito quale è quello del Messer Giovanni di Piacenza del tardo 1400 era a conoscenza del fatto, ancor più lo erano le autorità preposte quali appunto le Curiali piacentine.

E se questo Messere di Piacenza ben conosceva del nobile morto in virtù cristiana a Noto, si avvalora il testo del Pugliese, storico netino, che infatti dice che alla morte del Santo Eremita fu mandato a ricercare chi fosse in Patria natale e si scoprì essere “di li Confalonieri di Placentia”. Ed anche frate Bernardino di Piacenza nel 1515 che deve occuparsi per Noto dell’approvazione da parte di papa Leone X del ‘Breve’ per la venerazione quale Beato è informatissimo sul santo Corrado, e inevitabilmente sempre più la città di Piacenza, sebbene non ancora pienamente coinvolta perchè si stava solo procedendo a Noto per far riconoscere a Roma la santità, viene a conoscere di questo nobile. Allora non si cominciò a conoscere del Santo solo nel 1608 grazie al canonico Campi, ma al contrario Piacenza già ‘aveva nell’aria’ ciò che riguardava questo illustre piacentino. Altri dati sono emersi, ma li proporremo in altro momento perchè sono oltre che inediti, assolutamente importanti per la questione.


NOTA al Testo

Il testo presente sull’Araldo virgolettato è a pag. 129-130 degli ‘Atti’;

il testo dei processi testimoniali sono editi in:

“Corrado Confalonieri – la figura storica, l’immagine e il culto. Atti delle giornate di studio nel 7° centenario della nascita – Noto 24,25,26 maggio 1990” editi a Noto nel 1992

Filippo Rotolo “I processi testimoniali per la canonizzazione di S. Corrado” da pagg.113 a 188

Per approfondire

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