NOTO UNA MOSTRA


LE OPERE PERSONALI DELL'ARTISTA
L'ARTE DI ROSARIO TUMINO
In mostra le opere prodotte tra 2017 e 2019

di Umberto Battini

Nei cosiddetti Bassi di Palazzo Ducezio (il Palazzo del Comune) e cioè nei locali dietro allo stesso prestigioso edificio circondato da uno slargo lastricato, si tiene una Mostra d'Artista significativa.

Saranno visibili le opere pittoriche realizzate da Rosario Tumino, una serie di eccellenti dipinti dei quali non pochi sono dedicati al Patrono della Città di Noto, l'Amatissimo San Corrado!
Si tratta di pitture che la buona mano pittorica di Tumino ha prodotto negli anni recenti e cioè dal 2017 ad oggi.
E' importante dire che nell'arte del pittore si palesa la sua devozione verso il Santo Protettore di Noto.
Non va scordato che nella grotta del Santuario è esposto perennemente e da Rossario Tumino donato, un bellissimo quadro dedicato al Santo e che rievoca in pochi passaggi in modo sublime tutti gli aspetti importanti della Vita e della devozione al Patrono.
Ma l'arte di Rosario Tumino non è ovviamente solo dedicata a questo aspetto devozionale: con la sua buona arte sa dipingere e mettere sulla tela anche altri gradevolissime rappresentazioni. La mano pittorica dell'artista è sicura e ben delineata, dalla costruzione dei suoi quadri si comprende che c'è una solida base di conoscenza e studio dell'arte, non siamo di fronte a improvvisazione ma tutto è ben dipinto rispettando le geometrie e la forma.
Insomma una Mostra che dona al visitatore per mezzo di questo artista locale più d'una emozione e che fa comprendere quanto sia ricca di nobile e bene espressa arte questo popolo netino, che può con sicurezza vantare in Tumino un prezioso tassello.
Bene è stato concedere questo ottimo spazio a questo evento che avrà un sicuro successo culturale!
Certamente tra i primi visitatori non mancheranno le decine di devoti delle Associazioni devozionali di Noto ed ovviamente i tanti netini che ritornano nella loro città nel periodo estivo assieme a migliaia di affascinati turisti!
La Mostra che si tiene a Noto, in pieno centro affacciata sulla maestosa cattedrale, è ad ingresso gratuito dal 20 luglio al 15 agosto 2019.


NOTO E LA SOLIDARIETA'


NEL NOME DI SAN CORRADO
LA BOTTEGA SOLIDALE
A Noto inaugurata e al servizio delle parti deboli

E' sempre il Patrono ad illuminare il cuore generoso e operoso dei netini.
Sicuramente c'è lo zampino dal Cielo di San Corrado.
Martedì 4 giugno, in una bella e soleggiatissima Noto, al piano alto, al Crocifisso, è stata ufficialmente benedetta e inaugurata la Bottega Solidale!
Qui - sotto l'egida della Caritas diocesana - con il grande sostegno di volontari, verranno distribuiti a chi ne
abbisogna, generi alimentari e non solo. Alla presenza del vescovo e del vicario generale di Noto, di sacerdoti e del sindaco della città, il locale che ospita questa benemerita opera di bene è stato benedetto e aperto.
Sicuramente un luogo denso di significato, perchè la carità, l'approccio all'altro, che sempre merita rispetto ed anche che non gli manchi il necessario, è una delle basi del sano convivere.
Noto quindi, non è solo eventi e mondanità o turismo, Noto - e la sua gente - è anche condivisione.
E' dalle piccole cose, da questi gesti, dall'impegno dei volontari e di tutti, che anche così si cementa una società. I valori stanno nei bei gesti, e quello della carità, senza pretese, è tra il massimo dei valori, che apre i cuori e le menti.
Non scordiamoci neanche di San Corrado! Lui, come cristiano converito e devoto, ha dato a tutti, in Vita e in Morte possiamo dire, perpetuo esempio di carità gratuita con i suoi miracoli.

E quindi tra coloro che in modo volontario opereranno per il bene delle persone bisognose della Città di San Corrado, ci saranno anche i Portatori di San Corrado ed i Portatori dei Cilii.
Un altro passo avanti, grande e lodevole, come quello già esistente e importantissimo della Mensa dei Poveri, per garantire anche un pasto caldo a tanti che ne hanno bisogno: San Corrado è il Santo del Pane Caldo e la gente devota e fedele di Noto lo sà bene e per questo fioriscono queste ottime iniziative a beneficio di famiglie, bambini, anziani, singoli che fanno a pieno titolo parte della città e del suo territorio.
L'umanità vince sempre: e dal punto di vista laico, non scordiamo che se San Corrado è scritto nella sua Vita che arrivò a Noto perchè gli dissero che lì erano le migliori genti di Sicilia, qualche secolo dopo la Città di Noto fu insignita di un titolo prestigioso: Città Ingegnosa!
E tutto questo la dice lunga su questa Val di Noto stupenda.
 
 

SAN CORRADO


IL LUOGO PRINCIPE DELLA DEVOZIONE
L'ALTARE E CAPPELLA IN CATTEDRALE
A NOTO

Qui si conserva dentro all'ARCA d'argento il Santo Corpo del Patrono e l'altro luogo Principe della devozione fedele è la GROTTA nel Santuario

Non dimentichiamoci mai del Nostro Amato Protettore San Corrado Confalonieri
nato a Calendasco di Piacenza nel 1290 e morto a NOTO il 19 febbraio 1351.
S. Corrado era un terziario penitente francescano che a Noto visse da eremita nella grotta che si trova nel Santuario a 7km dalla Città nella località S. Corrado di Fuori.
Noto venera, ama, protegge e si affida a San Corrado da sempre: cioè da quando giunse in Sicilia a Noto nel 1343 e da allora e dopo la sua santa morte e da sempre e per sempre è venerato dal popolo devoto e fedelissimo!

Cattedrale di NOTO - La cappella di SAN CORRADO CONFALONIERI

PREMIO SICILIANI NEL MONDO 2019


IL TESTO DELL'ARTICOLO DI CARMELO SCIASCIA
SU ILPIACENZA




A Caravaggio quest’anno consegnato Il Premio Proserpina ad Umberto Battini - Blog

Diversi anni addietro, mi viene difficile dire esattamente quando, visto che ogni anno che viviamo, il tempo sembra accorciarsi, ricordo di avere visto e letto una intera pagina del giornale Libertà dedicata a San Corrado. 
Di San Corrado sapevo che era il Santo Patrono della città di Noto per esservi stato, in quell’angolo del siracusano, per visite parentali e poco altro. Era un articolo ben costruito, dove venivano date tante notizie sulla storia del Santo. E, con le notizie del Santo, venivano elencati i suoi rapporti con il territorio piacentino, dalla nobile famiglia dei Confalonieri al castello di Calendasco. L’articolo era firmato da un certo Umberto Battini. 

Passato qualche anno, mi trovo quasi occasionalmente ad essere presente al VI Convegno Nazionale di studi corradiani: era il 20 giugno del 2015. Calendasco, salone del Municipio, il tema: “Considerazioni storiche sui luoghi, i documenti ed il culto di San Corrado”. Credo che a farmi partecipare al convegno sia stato l’amico poeta Claudio Arzani che di quell’incontro ne era il moderatore. L’intervento che maggiormente mi aveva colpito era stato proprio quello di un certo Umberto Battini.

Documenti alla mani il Battini ci fa partecipe delle sue scoperte, come il possesso da parte della famiglia Landi del feudo di Curmaracchia in Val di Noto (1296), la probabile partecipazione di Corrado Confalonieri all’assedio di Soncino (1313), i festeggiamenti avvenuti a Calendasco il 19 febbraio 1912 alla presenza di tre vescovi. Ecco fu così che conobbi l’Umbe! 
Fu a causa sua, a causa della curiosità che riuscì a provocare con il suo intervento, se il due agosto di quello stesso anno mi ritrovai a Noto per un evento eccezionale: la traslazione delle reliquie di San Corrado. Era l’anno 2015, anno del Giubileo. 

Nella processione intravedo, tra i portatori dei “cilii” (particolari ceri votivi), vestito come loro, maglia color porpora, nastrini colorati e fascia d’ordinanza, proprio l’Umberto. Fu una notte stupenda, una processione che partita in piena notta dalla Cattedrale di Noto giunse, dopo varie soste, al Santuario nella frazione “di Fuori”. 
Noto rappresentava quella notte la Sicilia come metafora di una globalizzazione culturale non solo tra Nord e Sud d’Italia, ma una globalizzazione dove gli elementi pagani si fondevano e confondevano in una splendida manifestazione religiosa.

Ci siamo rivisti, qualche anno dopo, ad una mia mostra di pittura che tenevo nei locali dello Spazio d’Arte Espositivo di via Sant’Ilario a Piacenza. L’Umbe, mentre si guardava intorno, non vedeva i miei quadri, ma pensava a qualcos’altro. Pensava alle sue ricerche, ai documenti che aveva trovato nelle sue continue escursioni d’archivio, tant’è che mi propose di organizzare una mostra di documenti storici riguardanti proprio la figura di San Corrado.

Piacenza ha ignorato San Corrado fino al seicento, Noto lo ha da sempre venerato. Così può essere detto per gli studi sul Confalonieri, c’è un prima ed un dopo Battini. C’è quello che si sapeva prima e quello si è saputo dopo che Umberto, da studioso, da ricercatore, ci ha mostrato sulla vita di San Corrado.

Qualcuno avrà sicuramente dormito in qualche grotta: per necessità, far fare una particolare esperienza primitiva, da esploratore, da semplice curioso.
Nessuno credo, per libera scelta, abbia mai dormito in una grotta dove ha vissuto ed è morto un Santo Eremita. Ebbene anche questa è stata un’esperienza vissuta dal nostro Umberto, con devozione, con compassione, per vivere e condividere il modello di vita che si era dato San Corrado.
Da Calendasco dove tutto è iniziato, siamo andati a Noto, il giardino di pietra, palcoscenico barocco più che città; da Noto torniamo a Piacenza, anzi no. A Caravaggio.
Non tutti sanno, ma nella città che ha dato i natali al grande pittore Caravaggio, città dove sorge un imponente Santuario, si trova anche un antico Palazzo comunale. 
Nel Salone d’Onore di questo magnifico Palazzo, domenica 14 aprile si è tenuta l’adunanza dei Siciliani d’Italia che in occasione della XVII edizione del Premio Proserpina, ha premiato il piacentino (di Calendasco) Umberto Battini .
Gli interventi che si sono susseguiti l’incontro hanno sottolineato il contributo dato dei siciliani nel mondo, alla valorizzazione del Patrimonio artistico, storico ed umano della terra di Sicilia.

Battini ha ricevuto il premio dalle mani del Sindaco di Caravaggio per i suoi studi, ricerche e pubblicazioni su San Corrado.
Nella motivazione viene ricordato come la terra siciliana di Noto e quella piacentina, con Calendasco sono indelebilmente unite proprio da questo grande Santo Eremita francescano. 

Testualmente la motivazione così recita: “A Umberto Battini cultore e studioso della Famiglia Confalonieri di Calendasco e Piacenza e tra i biografi moderni di San Corrado Confalonieri Patrono”.
Grazie “Umbe”, come ti ha già scritto il Direttore, per i tuoi studi su San Corrado, per la tua sincera devozione al Santo, per i tuoi articoli.
Amen!





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OSPEDALE DI NOTO


In questo APRILE 2019 a NOTO la gente sta lottando per mantenere aperti nell'OSPEDALE della città i reparti di Ginecologia e Ostetricia.
Questo smantellamento è il segnale che questo ospedale sia da ridimensionare, togliendo ai cittadini ed al bacino immenso di gente che qui trova cure, un diritto civico e creando un  disagio immenso.
Si pensi agli anziani! Ma non solo!
Noto non è solo un luogo di Turismo, è una città vera e propria, non scordatelo, la medaglia ha sempre due facce !



IL RICORDO DI MONS. GUASTELLA


STORICO DELLA CITTA'
E DIOCESI DI NOTO
Deceduto all'età di 93 anni e 70 di sacerdozio
il 5 dicembre 2015

Sul giornale cattolico La Vita Diocesana di Noto è apparso sul n.20 del 23 dicembre 2018 a pag. 11 un articolo a ricordo di mons. Salvatore Guastella, insigne sacerdote e grandissimo storico.
Pubblicò oltre 150 studi di divulgazione storica e in primis i suoi studi su San Corrado del quale era devotissimo!
Uomo di grandi qualità spirituali, pastorali, culturali e umane.

Noto dal punto di vista storico-culturale deve veramente tanto a questo saggio sacerdote, orgogliosamente netino e sempre pronto all'ascolto ed al dialogo col prossimo.

Fedele e devoto di San Corrado, mons. Guastella aveva in grande considerazione le due Società dei Portatori dell'Arca e dei Portatori dei Cilii.
Un uomo entrato a pieno titolo nella storia della città di Noto.












NOTO


Momenti della Processione di San Corrado
del 3 marzo 2019

Foto di Luigi Beltrami / Noto 



OTTAVA PROCESSIONE


UNA IMMAGINE CHE RIASSUME
L'AMORE DEL POPOLO DI NOTO
PER SAN CORRADO

 

OTTAVA 2019


NOTO - DOMENICA 3 MARZO
Omaggio floreale alla STATUA di SAN CORRADO
nella piazza della Cava al SANTUARIO

Con ritrovo alla piazza Don Orione a S. Corrado di Fuori si è svolta la processione che ha portato all'omaggio floreale al patrono e poi è seguita, nella Grotta Santa dentro al Santuario, la santa messa.
Erano presenti devoti e fedeli oltre ai Portatori dell'Arca e i Portatori dei Cilii.
Un momento molto bello e toccante, perchè Noto vanta due stupende statue di San Corrado, appunto una a Noto città ed una all'ingresso del Santuario nella Valle dei Pizzoni.
Al pomeriggio alle ore 17.00 poi si è tenuta la Processione dell'Ottava, tanto attesa in questo anno perchè la Processione del 19 febbraio non si era potuta tenere in segno di vicinanza e lutto per il fatale incidente che aveva tolto la vita a due giovanissimi ragazzi di Noto.

foto Corrado Lauretta - i due Presidenti Portatori dell'Arca e Portatori dei Cilii di Noto

foto Corrado Lauretta - I fedeli delle due Società di San Corrado nella Grotta del Patrono

 

LIBRO U N I C O

Nell'attesa del NUOVO VOLUME di STUDI CORRADIANI
questo volume rimane un RIFERIMENTO UNICO
con l'altro libro S. Corrado Confalonieri il Cercatore di Dio
 


CALENDASCO

PATRONALE
DI SAN CORRADO
CONFALONIERI



E' stato festeggiato il Patrono di Calendasco, San Corrado, nella giornata di martedì 19 febbraio 2019, con una solenne cerimonia.
Ed ancora è stata grande festa in chiesa anche domenica 24 febbraio, con tanti calendaschesi presenti e anche un gruppo di siciliani e netini residenti al nord. Alcuni dopo il brindisi fatto a fine cerimonia nel cortile della casa canonica di fianco alla chiesa, sono tornati verso le loro destinazioni mentre altri si sono ritrovati per un momento di conviviale festa ed un buon pranzo con tanto di musicista siciliano che ha allietato il momento.

la RELIQUIA di Calendasco foto UB

Tra di loro il Presidente degli Italiani nel Mondo dott. Pietro Paolo Poidimani, il Presidente dei Netini nel Mondo dott. Giuseppe Conac, il Presidente della Associazione Sicilia Tirrenica - Isole Eolie ing. Tino De Luca, e poi p. Pino Neri del TOR Francescano ed Umberto Battini studioso di S. Corrado e storico locale, oltre ad altri graditi ospiti.
Presente alla cerimonia in chiesa anche il Sindaco di Calendasco Francesco Zangrandi che ha offerto il cero a nome di tutta la comunità e presenti autorità militari.

Ha celebrato il parroco don Fabio Battiato, concelebrante p. Pino Neri ed un diacono, e sono stati anche benedetti i Panini di S. Corrado che ricordano il miracolo che il Patrono commpiva nella grotta di Noto! A fine messa è stato intonato l'Inno di San Corrado ufficiale, quello che viene cantato anche a Noto e che nel paese viene intonato dal 1955 quando fu "importato a Calendasco" dal parroco del tempo don Federico Peratici.


Da 402 anni il Santo Eremita è Patrono del paese a due passi dal fiume Po e ancora sono lì i monumenti simbolo della sua vita, cioè il castello dei Confalonieri ove nacque nel 1290 e anche il piccolo convento-ospedale che lo accolse dopo il danno dell'incendio nel 1315!
La chiesa è arricchita di memorie al Patrono, due grandi tele antichissime, l'affresco absidale e la Reliquia Insigne che viene venerata e onorata dai fedeli.



PONTIFICALE NOTO


IMMAGINI DALLA DIRETTA WEB
S. MESSA DI SAN CORRADO
martedì 19 febbraio 2019 Cattedrale




ROMA - SAN CORRADO 2019

I NETINI DI ROMA
HANNO SOLENNIZZATO SAN CORRADO
nella Chiesa di Santa Maria Odigitria

Nella Cappella/Altare di San Corrado si conserva la magnifica tela donata dai NETINI nel 2015 e quest'anno arricchita da DUE bellissimi CILII in formato ridotto ai lati del quadro.







segnaliamo l'articolo di NOTONWES 

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NOTO - LUCI


DAL WEB  TUTTO SU NOTO 
segnaliamo questa ottima notizia


La Società Fedeli e Portatori di San Corrado desidera ringraziare il sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti, la giunta e tutta l'amministrazione comunale, per la realizzazione dell'illuminazione artistica del piazzale Adorno, sul quale si erge la statua bronzea del nostro Santo Patrono.
Un progetto espressamente voluto dalla nostra associazione come ulteriore segno di una profonda devozione a San Corrado.
Il Presidente Francesco Berrini

NOTO MESSA 2019

N O T O

DIRETTA WEB SU YOUTUBE
DELLA MESSA DI SAN CORRADO

disponibile su internet MARTEDI' 19 FEBBRAIO 2019
DALLE ORE 10.30
PONTIFICALE DEL CARD. BASSETTI

CLICCA  QUI  PER  ACCEDERE  AL CANALE  YOU TUBE

 

NOTO 2019 TUTTOIN10MINUTI

LA VIDEO INTERVISTA
DELLA RUBRICA DI NOTO
TUTTO IN 10 MINUTI
DEDICATA A SAN CORRADO
messa in rete venerdì 15 febbraio 2019




ARTICOLO 2019



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SEMPRE VIVA DAL MEDIOEVO AD OGGI
LA MEMORIA DI SAN CORRADO CONFALONIERI

di Umberto Battini


Un uomo medievale il milite Corrado Confalonieri, in una Piacenza che stava vivendo risvolti socio politici molto duri in quell’inizio di 1300, in una città governata per un breve periodo dalla Chiesa stessa ma poi piombata sotto la tirannia del ghibellino Bernabò Visconti di Milano.
La casata dei Confalonieri era profondamente legata al Vescovo e da lui aveva ricevuto privilegi di feudalità sul alcune aree del suburbio ed il ramo di Corrado governava sul territorio prossimo al fiume Po nell’area di Calendasco, dal suo castello circondato da un profondo fossato.
E proprio in questi anni del dominio contrario a quello papale e guelfo cui apparteneva, Corrado avrà la sfortunata vicenda dell’incendio della caccia. In quel 1315 quel giovane milite ha la malsana idea di far incendiare frasche ed erbacce in prossimità di un bosco per poter stanare selvaggina e dedicarsi alla caccia a cavallo scorrazzando tra i verdi prati.

LA STATUA DI CALENDASCO
Ma il fuoco, poi aiutato dal vento, tende a propagarsi sui boschi circonvicini e nelle messi e giunge perfino a devastare piccole cascine di poveri contadini; per il Visconti, duce severo e sempre sotto attacco dalle fazioni lui contrarie, quello pare un attentato al suo dominio ed invia sgherri in quel luogo a poche miglia dalla città. Viene catturato un contadino - certamente innocente ma un capro espiatorio andava portato al cospetto del severo signore della città - e certamente dopo torture ed altre afflizioni, secondo l’uso del tempo è condotto sulla pubblica piazza per l’impiccagione e a monito di futuri ribelli!
Intanto Corrado in questi giorni viene smosso nella coscienza, un gesto che anche ai nostri occhi può apparire eroico nella nostra società che tende a mistificare, e quasi all’ultimo si presenta al cospetto di Bernabò e clamorosamente ammette la colpa del nefasto incendio. E da quel preciso istante la sua casata rimane macchiata agli occhi delle fazioni nemiche: per un nobile il dolo di incendio a Piacenza non è punito con la morte ma con un cospicuo risarcimento, cui Corrado non può sottrarsi per nessuna ragione. Viene anche dannato nella memoria dalla sua stessa famiglia che ripaga il danno ma che lo lascia solo ed in povertà con la moglie Joannina, e mentre i Confalonieri continueranno fino al 1586 ad abitare nel castello di Calendasco, per lui rimane la scelta estrema di un uomo che deve ricostruirsi nei valori e nei progetti della vita. 

IL CASTELLO dei Confaloniei, qui nacque nel 1290 il Santo


E’ così che la moglie si fa monaca tra le clarisse in Piacenza, nel conventino che a quel tempo era ove ancor oggi sorge quel che fu il Pio Ritiro di Santa Chiara all’inizio dello Stradone Farnese mentre Corrado può ritirarsi a vita penitente con i terziari laici nell’ospedaletto che sorgeva poco discosto dal borgo di Calendasco e di fondazione longobarda come la stessa chiesa come appare dal Codice Diplomatico Longobardo.
Viene accolto da frate Aristide, un uomo forte che condivideva l’ideale francescano in questa forma di vita molto in voga anche a Piacenza in quel primo trecento, ed infatti proprio in città nel 1280 si era svolto un Capitolo Generale di terziari francescani che vivevano sotto la regola del Memoriale Propositi fatto redigere proprio da S. Francesco giunti da tutta l’Italia.

Piacenza resterà in mano al Visconti dal 1313 al 1322 per nove anni quando la città entrerà neldominio temporale della Chiesa con il legato pontificio Bertrando del Poggetto ma dal 1335 il potere torna nelle mani dei Visconti. Possiamo ipotizzare che Corrado, dopo alcuni anni di permanenza nel romitorio del suo paese natale, vestito ormai pienamente l’abito grigio da terziario, sia partito alla volta di Assisi e poi Roma, per spingersi fino ai luoghi Santi di Gerusalemme. Lo si deduce anche dal fatto che dal 1325 circa non si hanno notizie utili a riempire quegli anni che ce lo faranno poi ritrovare dal 1343 vivere da eremita nella città di Noto in Sicilia e dove poi addirittura andrà in solitudine nella valle dei Tre Pizzoni in una nuda grotta a poche miglia dalla città.
Un fatto che appare evidente, che deduciamo leggendo la Vita di San Corrado più antica che si conserva a Noto e datata circa alla fine del XIV secolo, è che l’Incendiario da subito “incendia” di spirito cristiano e umano le genti di quella terra, che lo accolgono a braccia aperte, mostrando una invidiabile apertura verso un uomo che giungeva da chissà dove per vivere tra loro.
Ed un altro dato è che l’Eremita piacentino arriva là già con la santità addosso: una grande semplicità ed umilta traspare dal racconto antico della vita e da subito ripaga l’accoglienza con alcuni miracoli, tra essi la guarigione dell’ernia nel bambino e soprattutto il dono di pane caldo, che appariva in quella nuda e fresca grotta oggi inglobata nel Santuario.

il quadro del 1600


E di questo miracolo fu testimone lo stesso vescovo di Siracusa, cui quel tempo ricadeva come territorio diocesano Noto, che si recò ad inquisire quello strano frate, che pareva compisse prodigi. Ma dopo averlo apertamente quasi deriso, perchè non aveva ritrovato niente da criticare in quel povero frate, ed accingendosi ad offrirgli lui stesso del cibo, là in quella valle aspra, accanto a quella grotta che fungeva da casa al povero eremita giunto da terra lontanissima, chiedendo Corrado di potervi entrare un attimo, ne uscì poco dopo con le braccia incrociate colme di pani caldi e profumati, al chè il vescovo strabuzzando gli occhi, si gettò in ginocchio e riconobbe la santità e grazia concessi dal Creatore a quel mite frate.
In quel secolo riguardo all’origine del Santo venne presa per scontata la notizia che il Santo Corrado Confalonieri fosse originario della città di Piacenza; infatti risultava certamente più semplice per quei tempi a Noto identificarlo con una città capoluogo della lontanissima Lombardia, perchè tutto il nord geograficamente era così chiamato. Ma a Noto non si accontentarono di quelle notizie e le vollero approfondire in varie occasioni, quella più documentata è del 1610 con le lettere che spedirtono al duca Farnese, al vescovo di Piacenza ed ai Giurati che governavano.
Il Vescovo mons. Rangoni fece condurre una inchiesta che si concluse nel 1617 e che venne ratificata nel documento conosciuto come Legato Sancti Conradi del 9 agosto e redatto in curia a Piacenza dal notaio e cancelliere imperiale Giovan Francesco de Parma.
In esso leggiamo che era risaputo che la famiglia dei Confalonieri del ramo ultra Trebbia era da secoli feudataria di Calendasco, e che quindi dopo aver ricercato sulla vita pubblica e civile di San Corrado si attestava e si riconosceva la nascita fisica cioè l’origine terrena nello stesso luogo e che quindi il culto lì andava rinvigorito come già però da alcuni anni avveniva avendolo assurto come Patrono.
Certamente non contribuì a sviluppare il culto in terra piacentina il fatto avvenuto in città il 10 settembre 1547 che vide il nobile Giovan Luigi Confalonieri abitante nel castello di Calendasco, come mostrano le carte in archivio di Stato a Parma, partecipare alla uccisione di Pierluigi Farnese, duca di Piacenza e figlio di papa Paolo III. 

In questo modo si capisce come mai il culto con fatica uscì dalla terra siciliana per estendersi a tutto il mondo cattolico, e questo rilancio avvenne per mano di papa Urbano VIII nel 1625 che per certi versi tolse questa damnatio farnesiana annullando antiche e vecchie censure e riportando tutto allo stato iniziale che vedeva l’Incendiario essere venerato come Santo a Noto ed ora lo era anche di tutto l’Ordine francescano e particolarmente del terzo ordine.
Possiamo affermare che la casata dei Confalonieri poi per tantissimi anni, sviluppandosi in tutta la diocesi piacentina questa devozione, si prendeva l’onere di mantenere vivo e riscattarne il culto a questo Santo Eremita andando a onorarlo proprio nella chiesa di Calendasco.

la RELIQUIA del PATRONO
 Dai documenti appare che ancora ad inzio novecento i Confalonieri di Piacenza, assieme al vescovo, festeggiavano questo insigne piacentino a Calendasco, ove era Patrono e ne pagavano la festa solenne addirittura facendo illuminare internamente l’edificio sacro e solennizzando la messa con una orchestra di archi.
La chiesa è testimone di questi oltre quattro secoli di patronato, in essa si conserva il grandioso dipinto del 1600 posto nell’altare di San Corradio, ma anche la sua immagine si staglia nell’abside nell’affresco realizzato nel 1971 dal pittore piacentino Luciano Ricchetti.
In chiesa si vede anche una seconda grande tela del Santo del XVIII sec. mentre sappiamo dai documenti d’archivio che la volta della chiesa era affrescata con episodi della vita del santo, ma anche sopra al portone di ingresso interno era un dipinto del Patrono che abbracciava il borgo natio, ma ora questi dipinti giacciono conservati sotto lo scialbo. La statua ieratica del santo ha oltre un secolo e veniva portata in processione dall’antica confraternita con la insigne reliquia, il pollice della mano sinistra, ed anche in archivio si conservano le carte del dono diretto dai vescovi di Noto di reliquie alla chiesa di Calendasco nel 1907 da mons. Blandini e nel 1927 da mons. Vizzini.
La città di Noto è legata quindi intensamente con la terra piacentina e in particolar modo con il paese che gli ha dato i natali fisici nel 1290 e poi spirituali, soprattutto con il disvelarsi di espidosi e documenti storici che entrano nel profondo di questo grande uomo. A Calendasco oltre alla chiesa, sono ancora visibili il castello dei Confalonieri del XIV secolo, il cui salone superiore è tempestato letteralmente di stemma della casata nell’antico cassonato del soffitto, ed anche è ben conservato con un restauro ad arte, il romitorio ospizio di S. Corrado dove vissero i frati penitenti terziari francescani che lo accolsero.

2015 - I NETINI A CALENDASCO
L’Eremita penitente, amatissimo nella città Noto che lo festeggia solennemente con celebrazioni e processioni di una forza devozionale unica, è ricordato anche nella terra piacentina: in città nella novella parrocchia a lui dedicata ma particolarmente in Calendasco nel suo Dies Natalis - la nascita al Cielo - che avvenne nella grotta netina il 19 febbraio del 1351.
Nel 2015 una delegazione di pellegrini netini arrivò a Calendasco in visita ai luoghi del Patrono e venne donato nell’occasione un gigantesco Cilio ornato e dipinto realizzato a mano, per accomunare la venerazione e cementare un gemellaggio che ormai è entrato anch’esso nei ricordi che fanno la storia di di S. Corrado il piacentino.




 



11 FEBBRAIO 2019 NOTO


GIORNATA NAZIONALE DEL MALATO

Come da tradizione, il BRACCIO RELIQUIA di San Corrado è stato portato assieme al Santissimo Sacramento, nei vari reparti dell'ospedale di Noto, tra i malati.
La giornata dell'11 febbraio è dedicata a Maria Santissima di Lourdes, che come sappiamo, è in modo speciale protettrice degli ammalati, infatti a Lourdes sono veramente tanti i miracoli che ancor oggi si succedono quando i malati si immergono nelle vasche d'acqua, là presso la grotta delle apparizioni.

A Noto tra gli operatori dell'AVO (Assoc. Volontari Ospedalieri) volontari che tanto fanno per alleviare le difficoltà di chi è ricoverato in ospedale, nella giornata della Madonna di Lourdes erano anche presenti tanti soci Portatori di San Corrado e soci Portatori dei Cilii.
Oltre a don Eugenio Boscarino, cappellano dell'ospedale a Noto e rettore del Santuario di San Corrado fuori le mura, ha celebrato anche mons. Angelo Giurdanella, vicario Generale della diocesi di Noto ed anche assistente spirituale delle due Società dei Portatori ed anche eran presenti i Frati.

Oltre a tanti Soci corradiani, erano quindi presenti anche il Presidente dei Portatori di San Corrado, da poco eletto, Francesco Berrini col vice Michelangelo Casto e per i Portatori dei Cilii il Presidente Sebastiano Floridia ed il vice Paolo Gozzo, e questo fatto è da evidenziare perchè i fedeli devoti sono una solo famiglia, con ognuno dei suoi membri con un proprio compito, ma sempre e tutto per la Gloria del Patrono e per la crescita umana di ognuno.

Il gruppo di  Fedeli nella Cappella dell'ospedale di Noto


PROGRAMMA 2019 NOTO


NOTO

SEGNI DELLA DEVOZIONE DI NOTO

una opera dipinta in questo febbraio 2019 dal pittore di Noto ROSARIO TUMINO
cogliendo appieno uno dei momenti di devozione, che da secoli, si ripetono nella città di Noto davanti alle Edicole Votive di San Corrado.





NOTO 3 FEBBRAIO 2019

T R A S L A Z I O N E
DELL'ARCA DI SAN CORRADO
ALL'ALTARE MAGGIORE
CATTEDRALE DI NOTO
DOMENICA 3 FEBBRAIO 2019

nella foto il gruppo dei PORTATORI DI SAN CORRADO e dei PORTATORI DEI CILI
 


EVENTI A NOTO 2019


NOTO - NOVENA


NOTO: LA NOVENA A SAN CURRAU
STUPENDA E COMMOVENTE
Scritta da don Salvatore Rametta e musicata

di Umberto Battini
    studioso di S. Corrado








































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