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5° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI


Si è tenuto agli inizi di giugno il 5° Convegno Internazionale di Studi in onore di San Corrado Confalonieri. A Piacenza e Calendasco, luogo della nascita fisica e spirituale dell'eremita piacentino.

Presenti importanti storici del francescanesimo ma non solo.

Un breve sunto delle relazioni lo presenterò nel blog tra non molto.




Nella foto: l'Eremo del Santo nella valle di Noto
nel Santuario si conserva inglobata integralmente la grotta dell'eremita.
E' anche allestito un bellissimo Museo dedicato sempre al Santo ed agli ex-voto
'per grazia ricevuta'.

I DOCUMENTI INEDITI: LA NASCITA


SAN CORRADO CONFALONIERI.
La ricerca d'Archivio ha prodotto questi Studi a più mani, che ho curato personalmente.
Sono emerse testimonianze inedite ed eccezionali! Raro è poter ritrovare a distanza di secoli materiali cartacei originali e ben conservati. Qui sono publicati anche il originale.
Un lavoro paziente, che riempe il vuoto che la storiografia piacentina non aveva ancora colmato.
Pochissimi i lavori sul santo Corrado negli ultimi decenni, sporadici e brevi.
Sebbene a Noto da tantissimi anni, (da secoli), fior di Studi si sono succeduti a raccontare della Vita del santo eremita in quel periodo che lo vide a Noto.
Ora anche Piacenza si avvale di questi studi esemplari che umiti a quelli degli amici di Noto possono dare forma e vita al periodo piacentino della vita di san Corrado.

TUTTE LE NOTIZIE STORICHE


In questo ottimo mio lavoro sono riunite le notizie storiche relative soprattutto al periodo della nascita e della permanenza in Calendasco di Piacenza del santo eremita.
Un lavoro che è stato realizzato con la mente e con il cuore per accrescere senza dubbio la devozione e la venerazione per questo insigne santo.

In effetti Noto, città della Sicilia, conserva il corpo del santo in una bellissima arca argentea.
A Noto, in una grotta posta nella valle, san Corrado visse gli ultimi anni della sua vita da penitente francescano sul modello degli asceti dell'oriente.
Nutriva la propria vita di preghiera, fede autentica e lettura dei grandi testi dei Padri della Chiesa dell'Oriente cristiano.

SAN CORRADO, CALENDASCO: storia di una devozione

La Tradizione che vede legare il Santo Corrado de Confalonieri al territorio di Calendasco ed alla egemonia che la famiglia da cui egli trasse discendenza esercitò per decenni, è ricco di testimonianze storiche anche perché su questo lembo di territorio a nord-ovest di Piacenza è posta la mansione romana di Ad Padum, antico luogo di passaggio presso il fiume Po.
Ancora ritroviamo poco discosto dal borgo, l’antico passaggio e porto che fu dei Longobardi, riconosciuto con il decreto di Liutprando del 715, il porto qui dicitur Lambro et Placentia e confermato da Carlo Magno nel 787. Altre carte del 769, 892, ci mostrano una vitalità di queste terre che oltre ad essere già bonificate con “vineis, campis, pratis, silvis” possiedono esaminando diplomi del IX e del X secolo, anche “molendinis, fluminibus, piscationibus, ripis” eccetera. Sono cioè tutti quei caratteri che fanno di un territorio la sua ricchezza e denotano popolamento, gestione , scambio, commercio ed una vita legata alla terra ed al fiume ivi appresso non di second’importanza rispetto al mondo sociale dell’epoca. Proveniente da Pavia, giunge al porto presso Soprarivo di Calendasco, una importante via di comunicazione, la via Romea o Francigena quella stessa indicata nel X secolo da Sigerico.
Questa importante Via compare in un atto notarile del 4 aprile 1057, una pergamena conservata presso l’Archivio di Stato di Parma, ove è scritto che “in loco et fondo Calendasco” i beni terrieri sono posti “desuper strata romea”, su questo fondo con “terris arabilis, atque gerbidi et buscaleis cum illorum areis” vi sono posti anche dei “sedimen, cioè appezzamenti sui quali è possibile costruire, i nostri moderni “lotti edificabili”, mostrando quindi una tendenza alla espansione del borgo e dei suoi dintorni,Ancora ritroviamo la “strata romea” posta nel borgo di Calendasco in pergamene dell’ 8 novembre 1140 e 6 novembre 1187.

Sullo stesso territorio che vedrà sviluppare le vicende religiose del Santo Corrado, ritroviamo anche la antica abbazia di Cotrebbia sede delle diete del Barbarossa e che diplomi di Berengario, di Ugo e Lotario tenevano sotto la loro protezione. Un diploma preso solo ad esmpio così ci dice “loco qui caput trebiae vocatur” e che “quemadmodum Karlomannus serenissimus rex antiquitus eandem cellulam cum universis suis”,proseguendo nello specificare i privilegi antichi concessi e ribaditi e che Carlo Magno già aveva posto sotto la sua protezione.

Queste terre al nord-ovest di Piacenza, vedono quindi nel tempo sviluppare, con base documentaria, una traditio di Corrado che va dicendo che egli, dopo aver causato l’incendio del bosco e dopo tutto ciò che ne seguì, ebbe a ritirarsi a vita religiosa, scegliendo un luogo appresso a Piacenza ove erano certi fraticelli della penitenza che vivevano secondo i principi evangelici di povertà e che sull’onda ormai avviata dal Santo Francesco, conducevan vita umile al servizio del prossimo entro le mura del loro piccolo eremo-convento.
Questa tradizione la vediamo essere rispettata e veritiera inquanto in quel di Calendasco, ove è detto il santo vestisse l’abito francescano, ritroviamo un edificio antico, architettonicamente riconducibile ad un convento-eremo con tutte le proprie caratteristiche. Ed entrando sotto al porticato d’ingresso sono visibili le tante piccole porte che conducevano agli altri edifici del convento legati a questo centrale.
La traditio
del convento la vediamo ancora emergere da una mappa del 1650 ca. conservata all’Archivio di Stato di Parma, che mostra il borgo di Calendasco con la ancora attuale conformazione e cioé:il castello, la chiesa, di modeste dimensioni e un poco discosto un grande edificio con torre e proprio campanile: l'eremo-hospitale per pellegrini dei Penitenti francescani Terziari.

nella foto affresco di San Corrado conservato nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano in Roma ai Fori Imperiali, ove è la Curia Generalizia del Terzo Ordine Regolare di San Francesco, lo stesso Ordine del Santo Corrado.

SUL "LEGATO" DI SAN CORRADO


nel logo riprodotto i luoghi piacentini del santo francescano
il Po, Calendasco con l'hospitale, il particolare del santo eremita
affrescato nell'abside della chiesa del borgo

Già in due importantissimi volumi editi in Piacenza nel 2005 e 2006 si evidenziano nuovi fatti storici mai pubblicati dalla storiografia del Santo, in effetti è plausibile e logico che a Noto non potessero pubblicare documenti degli Archivi piacentini: è toccato a noi ricercatori e storici di Calendasco ritrovare questi favolosi Atti notarili Diplomatici sensazionali.

La storia del Santo, ora unita a quella già certa e ben pubblicata a Noto in Sicilia, ora si avvale di queste recenti ma importantissime scoperte d'Archivio per mano del ricercatore Umberto Battini.

Il Legato fatto in CURIA Vescovile a Piacenza davanti al Vescovo Conte mons. Claudio RANGONI che lo approva, conferma e decreta, è per volontà del Conte GiovanBattista Zanardi-Landi assegnato alla chiesa di Calendasco in data 9 agosto 1617, redatto dal Notaio e CANCELLIERE EPISCOPALE Piacentino GiovanFrancesco De Parma è “ad devotionem et reverentiam versus Sancti Conradum Confessorem” la cui festa è ricordato essere celebrata nella città di Piacenza “et Diocesis Placentina” il 19 febbraio e che Santo Corrado “oriundus de predecta civitate” ed altresì della Illustrissima Famiglia dei Confalonieri abitante nelle loro dimore poste nel luogo di Calendasco.

La erezione della Cappella dedicata al Santo che “subinde ornavi et munivi” cioè che veniva tutta decorata e fornita del necessario affinchè fosse possibile celebrarvi messa è tutta a spese dello stesso Conte specificando che la “Capella et Altare S.ti Conradi” eretto nella chiesa di S.Maria di Calendasco è posto nella parte sinistra “per eius Portam minorem respicentem versum Castrum loci predicti Calendaschi et sic versus nullam horam” e come ancora oggi appare, sebbene modificato nel tempo e in special modo nel 1700 con i lavori di ampliamento della stessa chiesa, è situato vicino alla porta minore posta verso il castello e entro la qual porta essere quella finestra romanica della chiesa medievale.

Le cappelle della chiesa col tempo vennero eliminate lasciando solo le pareti con una piccola rientranza, basti pensare agli anni 1970 quando per i lavori che vennero eseguiti, le cappelle che erano ancora esistenti nella parte destra entrando nel tempio, furono abbattute mantenendo la attuale struttura.

Nel Legato viene lasciata la rendita relativa al possesso posto in Villa Campadone, poco discosti dal Borgo, che è dato in enfeteusi ad un certo Codeghini che ha l’obbligo di mantenere e migliorare il fondo e versare il prezzo del fitto al “rectore” della chiesa assieme “ad unuis caponi”.

Il “moderno Rectore” della chiesa si obbliga “in perpetuum” a celebrare ogni giorno una messa all’altare di S.Corrado con “memento dello Zanardi-Landi” e celebrare la messa solenne, senza memento, il 19 febbraio giorno della festa del Santo.

Quello che emerge è che il Legato nelle sue espressioni iniziali vada ad evidenziare senza mezzi termini della discendenza del Santo e della sua nascita in Calendasco, in eodem loco iste sanctus ut praefertur vita terrenam duxerit ricordando che i Confalonieri furono “iuribus” nel borgo e in villa Campadone prima di lui stesso Zanardi-Landi.

Anche circa al culto del Santo appare chiaro essere già esistente sebbene solo da ora, epoca tra l’altro in cui il Santo fu conosciuto in tutta la penisola aprendo il culto a tutta la chiesa, inquanto in Calendasco il culto non era da impiantare ma da accrescere prova era che già tante erano le grazie ricevute dalla gente del posto e questo viene chiaramente specificato.

L'Hospitale di Calendasco: nella tradizione, nella storia, nei documenti.


nella foto si vede Calendasco 'burgi calendaschi' dall'argine maestro


L'ESISTENZA GIURIDICO-SOCIALE DELL'HOSPITIO DI CALENDASCO, SORTO LUNGO L'ASSE VIARIO DELLA VIA FRANCIGENA, NEL TRATTO DELLA PIU' ANTICA STRADA Placentia-Ticinum, è data dai documenti cartacei rinvenuti presso vari Archivi di Stato.

Si tratta di vari pezzi relativi al XVII sec., facenti parte della Diplomatica Speciale, quella riservata alla Scrittura Privata e che portano nel protocollo, nel testo e nell'escatocollo, quei caratteri maggiore importanza dell'atto stesso e la sua attinenza con la struttura stessa.

L'analisi delle parole latine, di cui tutti gli atti sono compoasti, ci apre le porte alla comprensione del luogo e del territorio.

Dove si legge "SUBTUS PORTICHUS HOSPITII DICTI LOCI" oppure " IN LOCO CALENDASCHI DUCATO PIACENTINO IN HOSPITIO DICTI LOCI PORTICHUS VERSUS" od ancora " IN LOCO CALENDASCHI….IN HOSPITIO STRATA PUBLICAM VERSUS", vi si ritrova un chiaro riferimento ad HOSPITIO, cioè luogo atto al ricovero di persone e animali al seguito, albergo, luogo di ospitalità per il viandante povero e non a caso, ancor oggi, sebbene a lettere ormai quasi illeggibili e cancellate dal tempo, sopra all'arco del portico di ingresso vi sono tracce di una scritta dicente:"QUI SI OFFRE VITTO ALLOGGIO E STALLA".

Era quindi luogo di ospitalità continua, cotidiana, per il viandante occasionale ma anche luogo di assistenza agli indigenti, agli ultimi del posto.

La dizione "SUBTUS PORTICHUS HOSPITIO", indica il luogo ove il documento è di fatto rogato; negli atti notarili e nei documenti in genere, ricorrono sempre i luoghi della redazione del medesimo, tra questi posso ricordarne alcuni incontrati nella loro più diversa specie:

"SUBTUS PORTICHUS HOSPITIO"

IN CAMERA SUPERIORA"
"IN CAMERA INFERIORA"
"IN CAMERA MAGNA"
"IN DOMO HABITATORI"
"IN HOSPITIO"
"IN CASTRUM CALENDASCHI IN CAMERA INFERIORA"

Lo stesso discorso vale per la posizione del luogo cui i convenuti stipulano l'atto:

"STRATA VERSUS"
"HORTUS VERSUS"
"CIMITERIUS VERSUS"
"STRATA PUBLICA VERSUS"
"CURIA VERSUS"
"STRATA ROMEA VERSUS"
DOMUS VERSUS"
"CURTILE VERSUS"

Il riferimento alla posizione è vario, oltre a questi esempi si può trovare citata ad esempio, la casa di un vuicino, un confine di terre o altro.

Gli atti relativi all'Hospitale di Calendasco, danno la esatta ubicazione geografica dello stesso, dicendo "STRATA PUBLICA VERSUS".Nella dizione latina "STRATA PUBLICA" sta per STRADA PRINCIPALE, la via più importante, quella che andava a collegare il Borgo di Calendasco alla città.

In effetti, la via detta PUBLICA è tale proprio perché è di fatto la strada che porta il flusso principale di viandanti da e per la città. Le altre strade, quelle secondarie, riscontrabili nel territorio, vengono nomate in altro modo per cui si trova "STRATA LEVATA","STRATA CAMPESTRA" ecc.

Gli atti di cui vado alla descrizione, sono del XVII secolo, hanno una datazione che va dal 1660 al 1700 ,sono nella loro maggioranza inediti e mai pubblicati, nei loro testi riportano vari nomi di rogatari tra i quali non di rado i sacerdoti stessi del Borgo di Calendasco o delle zone limitrofe.

Ritroviamo i seguenti nomi di sacerdoti:

"BERNARDINO CERNUSCHO SAC. PIAC. ET ARCHIPRESBITERO DICTI LOCI CALENDASCHI"

"BATTISTA DE BORBONIS SAC PIAC. ET CAPELLANO DICTI LOCI CALENDASCHI"

"JOSEPHE MOLINARIS SAC. PIAC. ET ARCHIPRESBITERO DICTI LOCI CALENDASCHI"

"PAULO DE RATTIIS SAC PIAC ET CAPELLANO LOCI S.IMENTI"
"ANTONIUS MUSSUS SAC PIAC ET PRIOR ECCLESIA SANTI NICOLAI ULTRA TREBIA"

"GIOVAN BATTISTA DE BORBONIS CLERICO PLACENTINO HABITATORE LOCI PONTI NURI"

"PHILIPPO ZANILOTTO BEGANO SAC PIAC ET FITTUARIO"

"MARCHO BARBA SAC PIAC ET RECTORE LOCI COTREBIA"

"ANTONIO MONTESINO SAC PIAC TERRITORII NOSTRIS"

In altri documenti , quelli relativi al catasto ed al suo estimo, nei confini ricorrenti nel territorio, troviamo:

LA STRATA, LA STRATA CAMPESTRA, LA STRATA PUBLICA detta anche STRADA MAESTRA,LA STRADA LEVATA.utili al loro riconoscimento.

Tali atti perlopiu' in scrittura corsiva latina, erano destinati al singolo ed alla tutela dei suoi diritti e per questo erano rogati da un Notarius, nella fattispecie dal notaio piacentino L.D.

Questi atti sono quindi la prova certa della esistenza, ancora nel XVII sec:, dell'importante Hospitio ed essi avevano valore giuridico per cui prendevano il valore di "INSTRUMENTUM PUBLICUM", con caratteristiche ben precise ed il notaio che ha tramandato in "PUBLICAM FORMAM" l'atto giuridico compiuto, si è avvalso della Tachigrafia, cioè dell'uso delle abbreviazioni di parole.

I Documenti relativi all'Hospitio di Calendasco, sono redatti per la maggior parte, sotto al portico dello stesso, ed esso era ed è tutt'ora, ubicato a lato della strada principale, "STRATA PUBLICA VERSUS".

Gli studi riportano che i Terziari francescani avevano in Italia molti romitori come quello detto 'al gorgolare' di Calendasco, ove spinti dal desiderio di perfezione, sotto la guida di un superiore da loro stessi scelto, si dedicavano al servizio degli infermi poveri e pellegrini presso qualche pubblico ospedale od ospitio.

SAN CORRADO è tornato nella Cattedrale a NOTO


nella foto la Venerata reliquia del santo che si
conserva a Calendasco (Piacenza) luogo del primo ritiro e luogo
ove il santo piacentino è nato fisicamente nel 1290.

E' Tornato con fasti e festa a 'casa': san Corrado è stato ricollocato nella sua grandiosa urna di argento ove si custodisce il venrabile corpo santo, nella Cattedrale di S. Nicola in Noto.
La stessa città Ingegnosa che vede essere nella Valle anche il Santuario del santo con un ottimo e bel museo.



San Corrado: IL CONTEMPLATIVO


Dedicarsi alla ricerca interiore di Dio: essere conforme ai voleri divini, lo stato della contemplazione in San Corrado Confalonieri è tra gli aspetti più eclatanti della sua santità, risalta tutto questo nella 'ettura' della sua personalità spirituale.

Un Santo piacentino



nella foto è ricostruito il viaggio del santo
da Calendasco a Noto
la statua di san Corrado Pellegrino riprodotta nella fotografia
si conserva nella chiesa
di San Bartolomeo di Salsomaggiore Terme (Parma)



San Corrado è piacentino: nasce infatti a Calendasco. A Noto lo si è sempre e lo si continua a venerare quale 'san Corrado piacentino'.
Dopo la conversione partirà dall'eremo ed hospitale per pellegrini di Calendasco di Piacenza alla volta di Noto, dove vivrà in una grotta nella brulla valle, come eremita ed asceta.

TERZIARIO laico e Penitente francescano


San Corrado è un Terziario, a Piacenza essi erano molto numerosi,(la città ospitò un raduno assurto quale primo Capitolo Generale terziario laicale tenuto nel 1280) sia uomini che donne, questo modo di vivere religioso vedrà quindi tutta una evoluzione; l'orientamento alla vita comunitaria si esprime, nel corso dei secoli, in numerose Congregazioni autonome di frati e di suore.

I francescani rientravano tra gli Ordini religiosi approvati e ben voluti: il papa Gregorio X (il piacentino Tedaldo Visconti) nel II° Concilio di Lione del 1274, nelle 'Costituzioni' egli decreta tra l'altro alcune decisioni sugli ordini mendicanti: che cioè non si potranno fare nuovi Ordini religiosi.


Oltre all'Ordine dei Minori detto Primo Ordine ed a quello detto Secondo Ordine, cioè le Monache sotto l'egida di s. Chiara (Clarisse), si sviluppò un Terzo Ordine laicale, comunemente detto "de la penitentia".

Fino alla "Supra montem" del 18 agosto 1289, con la quale Niccolò IV approvava la prima regola bollata dei frati della Penitenza, il "Memoriale propositi" fu l'unica regola per tutti i [penitenti]], oltre alle bolle nel frattempo emanate dai sommi pontefici, ai decreti dei vescovi e dei concili e alle modifiche apportate dagli stessi penitenti.


La devozione


Il Santo è Patrono di Calendasco (antico borgo sulle rive del Po), dove è venerato e festeggiato il 19 febbraio fin dall'inizio del XVII, quando il culto da Noto arrivò a Piacenza. Nella chiesa parrocchiale(dedicata a Maria Assunta), si trova un dipinto di autore ignoto del primo 1600 che lo raffigura con l'abito francescano durante la sua conversione nell'eremo denominato "gorgolare", sito nei pressi di Calendasco, e si conserva anche una sua reliquia, precisamente il pollice della mano sinistra. Dagli antichi Registri conservati nella chiesa, si ritrova attiva da ben quattro secoli la Compagnia di san Corrado, a cui aderivano gli abitanti di questo luogo con obbligo oltre di un piccolo obolo annuale, anche di avere una propria 'cappa' bianca per distinzione.

LE DATE più importanti di San Corrado



antica Grida di Piacenza per la Festa
di San CORRADO del 19 febbraio



  • 1290 Corrado dei Confalonieri, piacentino, nasce in Castrum Calendaschi (Calendasco)
  • 1315 circa - causa l'incendio
  • 1320 dopo aver pagato del danno al Visconti Signore di Piacenza si fa penitente
  • 1320 si ritira tra i frati francescani 'de penitentia' del Terzo Ordine laicale presso l'hospitale vicino a Calendasco ed al mulino 'del gorgolare'
  • 1320 - 1340 permanenza nell'hospitale calendaschese sotto la guida del beato Aristide, ottimo frate guardiano
  • partenza verso la città santa di Roma come pellegrino
  • 1342 giunge in Sicilia ed a Noto, nella valle tra le aspre montagne, si ritira a vita eremitica in una grotta di pietra grezza
  • 1351 al 19 febbraio rende l'anima a Dio, mentre in ginocchio è intento alla preghiera
  • frate Lombardo, che viveva con lui, scrive della vita del santo uomo su di un rotolo pergamenaceo e viene riposto assieme al corpo
  • a Noto per mano del Vescovo di Siracusa, ha inizio l'iter che porterà il piacentino a divenire Santo francescano per il Terzo Ordine Regolare
  • la devozione dei netini si accresce sempre più
  • 1580 ca. a Piacenza da Noto si fa sapere del concittadino santo
  • 1611 lettera dei Giurati ed Anziani di Noto scritta a Piacenza, per chiedere delle ricerche e già essi scrivono di aver già avuto notizia che il santo possedesse il Castello di Calendasco
  • 1619 in Curia il Vescovo decreta approva e firma il 'Legato sancti Conradi', ove dopo ricerche negli archivi, si viene a conoscere che san Corrado era nato fisicamente in Calendasco. Il 'Legato' è voluto dal Nobile Giovan Battista Zanardi Landi feudatario di Calendasco che fa erigere nella chiesa del borgo sul Po, una suntuosa cappella dedicata al santo con obbligo di celebrazione.
  • Piacenza vede costruire nel 1612 una cappella dedicata al piacentino, nella Cattedrale
  • Calendasco assurge il santo quale Celeste Patrono che già era venerato in Noto con grande concorso di popolo e devoz

I Documenti INEDITI piacentini


In Archivio di Stato in Piacenza ed in Archivio della Parrocchiale Arcipretale di Calendasco si è rinvenuto il 'LEGATO SANCTI CONRADI' del 9 agosto 1617: redatto in Curia a Piacenza alla presenza del Vescovo Mons. Claudio Rangoni.

In esso è inscritto il "certificato di nascita del santo".
Si legge infatti che san Corrado è nato fisicamente in Calendasco e questo è affermato dopo che il Vescovo aveva avviato delle ricerche geneologiche.
Fatti storici nuovi ed importantissimi!
Pubblicati in volumi preziosi ed importantissimi.



nella foto il bel quadro del primissimo 1600
con il santo eremita francescano
tela posta nella Chiesa Arcipretale di Calendasco (Piacenza)

Notizie storiche e devozione a San Corrado Confalonieri



nella foto si è riprodotto un particolare di una mappa
del tardo 1500 ove si identifica con precisione il borgo di Calendasco
con il castello, la chiesa e l'hospitale con il proprio campanile
la strada è la VIA FRANCIGENA di Sigerico (990 ca.) che porta al porto sul fiume Po
che è sempre in Calendasco e segnalato su mappe e documenti antichissimi



San Corrado Confalonieri: nato a Calendasco di Piacenza nel 1290 e morto a Noto, in una grotta, il 19 febbraio 1351. Eremita francescano venerato nel Terzo Ordine Regolare in quanto il grande penitente era un Terziario laico.
Sono stati pubblicati a Piacenza due importanti studi con dettagliata riproduzione anastatica di documenti tra i quali l'atto antico che certifica la nascita fisica di San CORRADO CONFALONIERI in Calendasco, in quanto la Nobile Famiglia da cui discende era Feudataria del Vescovo di Piacenza.

Per approfondire

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