Non diamolo per scontato

Il programma di vita corradiano?
Penitenza e preghiera.


Anche ora la grazia della risurrezione è all’opera in noi! Possa la contemplazione di questo mistero spronare i nostri sforzi, sia come individui che come membri della comunità ecclesiale, a crescere nella vita dello Spirito mediante la conversione, la penitenza e la preghiera.


Dal discorso nella basilica del Santo Sepolcro, Gerusalemme, 15 maggio 2009 di Benedetto XVI



E' davvero esaltante e bello,
per chiunque sia un devoto fedele a san Corrado penitente - e questa definizione sappiamo già bene come la dice lunga - scoprire 'ogni giorno' la freschezza dell'esempio dell'amatissimo Campione di Virtù.
In effetti le parole che sopra riporto, riprese dal nostro Santo Padre
, sono chiarissime e ci testimoniano la freschezza del messaggio di san Corrado. Possiamo benissimo adattarle a noi tutti schiera di devoti, che giustamente come parte della Santa Chiesa cattolica miriamo come ultimo scopo a Cristo Gesù, questo è ineluttabile!

Ebbene Gesù ci ha lasciato la Sua grazia misteriosa nella risurrezione:
e come possiamo, se prendiamo a modello san Corrado, metterla a 'frutto'?

Il Santo Padre dice che essa - la grazia - è per i membri come comunità e come singoli individui!

Con ciò possiamo fare la seguente trasposizione:

Devoti e fedeli di san Corrado a partire dalla comunità, quale possono essere ad esempio i Portatori di San Corrado ed i Portatori dei Cilii, rappresentanti di tutti noi devoti in Italia e nel mondo.
E poi come singoli. Ognuno, se è devoto fedele deve in qualche misura conformare la vita che è tesa al modello di Gesù, usando del lascito del nostro Patrono. E questo lascito è racchiuso in penitenza e preghiera!

Cosa ha fatto il nostro Patrono?
  • Conversione
  • Penitenza
  • Preghiera
mi sembra che come recita un detto: 'niente di nuovo sotto il sole'!
Cioè: prima del Nostro Eremita, e poi lui stesso ai suoi tempi, e poi nei secoli a venire e oggi, e anche domani, San Corrado rimane un modello cristiano di grandissima levatura! Dobbiamo esserne orgogliosissimi.

Seguire quindi il Patrono è seguire il binario del cristianesimo, quello che mai tramonta quale programma cristiano: conversione, penitenza e preghiera!

Ognuno poi può certamente ampliare la veduta materiale e spirituale del discorso, ma a base, come ci indica la Chiesa Mater et Magistra rimangono valori che per noi che vantiamo questo Protettore Insigne, devono unirci sempre e sempre di più, in entrambi i sensi.

Se dunque i valori del nostro santo Eremita ancora oggi sono tra quelli principali, tanto da essere nel programma continuo del Magistero, allora abbiamo la certezza che il nostro Patrono ci può essere di modello e giustamente abbiamo il dovere di festeggiarlo, onorarlo secondo le due vedute: culturali e di culto, così come è!.
Mi viene alla mente quindi la secolare devozione che da Noto viene data ad esempio e poi anche la secolare dovozione al Santo che gli è tributata in Calendasco di Piacenza, ma anche in altri tanti luoghi in Italia.
Di certo Noto e Calendasco sono quei due luoghi che vantano, Noto in primis, una devozione fatta di secoli: 7 a Noto e 4 in Calendasco.

A gloria ed onore di San Corrado Confalonieri piacentino, eremita penitente del Terzo Ordine francescano, TOR al quale deve andare la nostra riconoscenza perchè è lo stesso Ordine ed abito del Nostro Patrono.



Umberto Battini
per i devoti e fedeli in
Calendasco di Piacenza



Tutti i devoti e fedeli di ogni luogo in Italia
devono decisamente aderire a questo appello importante!
Lo pubblichiamo sull'Araldo perchè sia diffuso,
la nostra personale devozione ed amore a San Corrado
deve essere concretizzata!
Aprile 2009 - l'Araldo di S. Corrado web
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Da NOTO questo appello!
Inviato da Mons. Salvatore Guastella
perchè TUTTI ne prendiamo conoscenza
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Poter pellegrinare alla Grotta di San Corrado! E’ questo il voto di ogni suo devoto, perché da essa possano ricuperare un senso mistico di pace che invade la loro anima.



clicca sulla foto per ingrandire
ricordate che in questa Grotta ha vissuto il nostro amatissimo Patrono!



Questa lodevole iniziativa raccoglie fondi per il restauro degli affreschi (pitture rupestri) nella Grotta nel Santuario di San Corrado e. m., accetta donazioni spontanee dai netini e dai devoti del Santo Eremita Piacentino, da versare sul conto intestato a:

Parrocchia San Francesco d’Assisi
IBAN
IT 48 B 03032 84740 01000 000 2282
Presso la Banca CREDEM agenzia di Noto, indicando la causale: “Fondo per il restauro delle pitture rupestri della Grotta di San Corrado”.


La venerata Grotta di San Corrado Confalonieri, cuore della devozione al Santo Eremita Piacentino, patrono della Città e Diocesi di Noto, ricorda a noi e a tutti i devoti la sua presenza; ci fa sentire così in ottima compagnia nel cammino verso Cristo lungo le strade della vita. Al pellegrino e al visitatore attento, questo Sacro Speco ricorda il primato della preghiera e del Vangelo, che offre la sintesi tra la lode a Dio e il servizio del prossimo, incominciando dagli ultimi.
Nella Valle dei Pizzoni, la Grotta mostra sul duro sasso il segno delle ginocchia del Santo Eremita orante, così come plasticamente vedi in quel bel san Corrado in ginocchio, scolpito in candido marmo e a grandezza naturale da Giuseppe Pirrone, 1936).

Là, nella grande nicchia rocciosa di fondo, dietro l’altare, si possono scorgere tracce di un antico affresco: tradizione e storia tramandano che raffigura la Madonna col Bambino tra due Santi. Il dipinto ha certo subìto ritocchi e restauri lungo i secoli; esso comunque è databile almeno alla prima metà del secolo XVI.

Sollecitati interventi di restauro: 1] «Il restauro conservativo è stato più volte sollecitato dalla Curia Vescovile di Noto tramite la Sovrintendenza ai BB.CC. di Siracusa, ma finora non c’è stata la disponibilità di fondi da parte dell’Assessorato Regionale BB.CC.AA.- Per il restauro sono necessari € 25.000. Bastano uno o più sponsors o duemilacinquecento persone (tra netini, devoti di San Corrado, operatori turistici, albergatori, commercianti, amanti del bello e della cultura) che contribuiscano con € 10 ciascuno» (Corrado Scala); 2] «Si tratta del restauro conservativo dei cicli di affreschi e non di un unico affresco.

E’ necessario bloccare al più presto gli attacchi dei funghi, di radici devastanti che hanno fatto saltare il sottile strato di malta. Ovviamente l’intervento su roccia presuppone il distacco degli affreschi che, se non è fatto da persone altamente specializzate, innesca la distruzione del bene. Io penso comunque che, pur non trattandosi di un intervento semplice, ciò che troveremo sotto lo strato più danneggiato degli affreschi potrebbe ripagarci» (Architetto Gaetano Malandrino); 3] «Pare che il dipinto – un tesoro che sta scomparendo – sia l’unico esemplare risalente al ‘400 nella zona del Val di Noto e quindi di grande valore artistico-culturale» (Lucia Tumminieri).


Poter pellegrinare alla Grotta di San Corrado! E’ questo il voto di ogni suo devoto, perché da essa possano ricuperare un senso mistico di pace che invade la loro anima.
San Corrado Confalonieri rimuneri quanti contribuiscono generosamente al restauro degli affreschi nella sua venerata Grotta!


Mons. Salvatore Guastella


LA DEVOZIONE DI CALENDASCO

Con il Registro titolato “Salario Laicale detto Legato di San Corrado” iniziato “la prima settimana di gennaio 1857”, conservato nell’Archivio della parrocchiale, continuazione di altri più antichi registri, prima di iniziare la segnature delle sante messe celebrate all’altare di San Corrado, si riporta per mano dello stesso parroco Arciprete Don Giovanni Brugnoni un breve riassunto storico che merita di essere presentato per intero e che così recita:


Il Conte Gio.Battista Zanardi-Landi con atto di Gianfrancesco Notaio da Parma in data 9 agosto 1617 fondava il Legato di San Corrado incaricando il Parroco pro Tempore di Calendasco, di celebrare la messa in un giorno d’ogni settimana dell’anno, all’altare di S. Corrado, senz’obbligo di applicazione, ma solo d’una commemorazione per l’anima sua, nel Memento dei morti; e di far celebrare tre messe, pure senza applicazione, nel giorno 19 febbraio d’ogni anno, festivo di S. Corrado. In compenso il Parroco percepisce annue lire Trenta vecchie, più un paja capponi pel dì 11 novembre; queste 30 lire Imperiali corrispondono a Lire nuove Sette e C.mi Tredici. Restando gravati di questo onere gli eredi, e successori del predetto Sig. Conte Zanardi-Landi.
Al Conte Zanardi-Landi in progresso di tempo successe il Conte Giovanni Scotti, il quale a sua volta ebbe a successori il Sig. Marchese Vincenzo di Piombino per 3/5, e la Sig.ra Contessa Felicita Salvatico ed a questa successe il Sig. Francesco Grassi di Piacenza per 2/5. L’Arciprete Don Giuliano Guglieri nel dì 24 Novembre 1824 assicurava questo Legato con ipoteca sui fondi del Sig. Marchese Piombino a Calendasco per tre quinti della somma capitale cioè Lire 119,88; e per due quinti cioè Lire 79,92 sui fondi del Sig. Grassi.
In processo di tempo al Sig. Marchese Piombino e Grassi successero i Sig. Avv. Vincenzo Anguissola e Cav. Giuseppe Anguissola e quindi i rispettivi figli, i quali non riconoscono più detto Legato che da molti anni non è soddisfatto in quanto alla compensazione dovuta al Parroco il quale ne continua però sempre da parte sua l’adempimento.
Il Sig. Avvocato Nob. Lancellotto Anguissola fu Avv. Vincenzo dà ogni anno per S. Martino un paja capponi…”

seguono alcune altre righe purtroppo consunte ed illeggibili.

Per approfondire

  • visita www.araldosancorrado.org
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