OPIFICIO4 NOTO 2019


INIZIATIVA DEVOZIONALE ARTISTICA
Presso  il Santuario di S. Corrado ai Tre Pizzoni di Noto

Nella bella piazzetta che immette al giardino del Santuario a San Corrado di Fuori di Noto, da martedì 20 agosto e per alcuni giorni, sarà realizzato dagli artisti della Associazione netina OPIFICIO4, un "quadro devozionale" dedicato al Patrono e quindi visibile per tutti.
Sarà fatto con cristalli di sale colorato e sarà uguale  alla bellissima icona dipinta con buona mano dall'artista Gianpaolo Leone che è anche il Presidente della Associazione OPIFICIO4.
Oltre ad evidenziare la bella devozione al Santo Incendiario piacentino, ancora una volta vengono messe in risalto le non poche caratteristiche d'arte che sono nelle vene e nell'ingegno di artisti netini.
Tutti coloro che collaborano a questa iniziativa senza dubbio hanno una ben definita parte artistica. 
I devoti che andranno al Santuario nella grotta venerata, potranno quindi godere di questa bella e nuova immagine che ritrae San Corrado, giovine convertito, con sullo sfondo il fatto causa della sua conversione: l'incendio del bosco nella terra piacentina,  per poter stanare e cacciare lepri e fagiani.
Una lettura iconografica molto azzeccata e per certi versi "nuova" in quanto siamo abituati nei dipinti netini, a veder ritratto il Patrono nel solito aspetto di un vecchio barbuto tutto solitario accanto ad una grotta con varia vegetazione.
La venerazione a San Corrado è multiforme e testimonia come le cose nobili e degne quali la Vita di un Santo, possano ispirare opere d'arte significative nel cuore e nella mente di artisti veramente da lodare!

 Umberto Battini
studioso di S. Corrado


A G O S T O 2019


FERVONO I PREPARATIVI
LA GRANDE ARCA IN ARGENTO CHE CUSTODISCE IL CORPO DI SAN CORRADO CONFALONIERI (nato a Calendasco di Piacenza nel 1290 e morto a NOTO (Sr) il 19 febbraio 1351) sarà portata sulla grandissima vara dai Portatori di S. Corrado e a cirdondarla di devozione alcune centinaia di Cilii sorretti dai Portatori dei Cilii.
Saranno presenti anche tutte le Confraternite cittadine.
La solenne processione al Patrono vedrà la presenza di migliaia di fedeli e devoti e tra di loro anche centinaia di fedeli siciliani netini e non solo, giunti da ogni parte dell'Italia e del mondo!


NOTO DISCESA ARCA 2019


DOMENICA 11 AGOSTO
IN CATTEDRALE 

ORE 19 IN CATTEDRALE LA SOLENNE TRASLAZIONE DELL'ARCA DI SAN CORRADO PER L'ESPOSIZIONE ALL'ALTARE MAGGIORE A SEGUIRE LA SANTA MESSA CELEBRATA DAL VICARIO GENERALE DELLA DIOCESI

NOTO FESTA ESTIVA 2019


IL RICCO PROGRAMMA
CORRADIANO



 

RACCOLTA ALIMENTARE


NEL NOME
DEL PATRONO



DEVOZIONE E ARTE


OPERA DI UN PORTATORE DI SAN CORRADO
L'ARCA DEL PATRONO
Un vero cesello artistico
 
di Umberto Battini
    agiografo di San Corrado




Si chiama Emanuele Pastorella, l'artista e cesellatore di questo gioiello devozionale; un giovane netino che è anche un Portatore dell'Arca di San Corrado e che ha una manualità d'artista a tutto tondo!
E' giusto chiamare le cose col loro nome e Emanuele può definirsi artista e cesellatore di fine mano. 
il cesellatore Emanuele Pastorella
Raramente penso si sia potuta incontrare una riproduzione dell'Arca che contiene le spoglie del Patrono fatta con così sublime cesello.
I particolare che arricchiscono l'Arca sono tanti e in questa riproduzione il bravissimo artista non ne ha tralasciato nemmeno uno. Bulinature e cesellature fini e precise: le colonne, i rilievi dei Santi raffigurati sui fianchi, i dettagli più piccoli dell'Arca originale, anche qui sono riprodotti al dettaglio.
Così come sorprende la bellezza del Cristo sul globo dorato alla sommità dell'Arca.
Questo gioiello d'arte e devozione è stato solennemente benedetto al Santuario di S. Corrado fuori le mura di Noto, dal rettore don Eugenio Boscarino. Alla cerimonia erano presenti fedeli netini ed anche un folto gruppo di Portatori dell'Arca con il loro Presidente Francesco Berrini.
l'Arca riprodotta fedelmente
A rendere ancor più completa quest'opera, anche un Cilio, riprodotto nel dettaglio dall'artista e che corona il senso profondo del culto devozionale al Santo eremita piacentino, infatti i Cilii sono la corona che circonda nei momenti solenni l'Urna di S. Corrado. 
Dentro alla Grotta del Santo
Una fede devozionale ricchissima quella dei netini, che continuamente si esprime dedicando arte e onori al Patrono, in forme molto alte e nobili che rendono onore a questa terra e alla città di Noto.



(le foto sono tratte da Facebook da Tutto Eremo San Corrado Noto)

S T O R I A


Qui sotto una parte dell'articolo apparso sul quotidiano di Piacenza Libertà a pag. 9 il giorno della vigilia della Festa di San Corrado a Calendasco e Noto, il 18 febbraio 2009 - 10 anni fa!
Scritto e firmato da Umberto Battini, devoto e studioso di S. Corrado Confalonieri.

Ecco una parte estratta dal testo della paginata del giornale, leggetela! 


San Corrado, l'eremita
da Calendasco a Noto


La storia del santo piacentino patrono della città siciliana


di Umberto Battini

In questi anni a Piacenza c’è stata una riscoperta molto accalorata della figura del santo eremita piacentino Corrado Confalonieri. Intorno a questo illustre personaggio del medioevo si è ampliato un nuovo filone di ricerca storica, basata principalmente su inediti documenti che ce ne hanno additato un volto più storicizzato. Un lavoro certosino, di cesello verrebbe da dire, silenzioso ma proficuo che è giusto condividere sui due livelli – con un gioco di parole - cioè quello cultuale e l’altro culturale. Una figura di religioso significativa: il nobile cacciatore poi incendiario, il penitente che si fà pellegrino, il taumaturgo che letteralmente “fa comparire” pane angelico, come richiamo alla manna del deserto – la sua vita nel deserto simbolizzato dall’isolamento nella grotta presso Noto ove muore il 19 febbraio 1351. 

Sulla origine del santo dalla nobile casata dei Confalonieri non lascian dubbi nemmeno gli stessi Giurati della città di Noto, che nella triplice lettera inviata nel 1610 agli Anziani e Priori di Piacenza, al Vescovo Conte mons. Rangoni ed al Farnese, spronandoli di avviar ricerche sul santo piacentino, scrivono: “si ben fiorì di virtù Eremita et oggi reluce fra beati, già nel secolo fu cavaliero della famiglia Confaloniera e segnalatissimo nella patria per aver lasciata in un monasterio di quella la moglie e distribuito li beni fra quali s’è fatta coniectura d’alcuni curiosi esserci stato il Castello Calendasco…”. 

E la risposta dei Giurati piacentini non tardò, con la lettera del 14 maggio 1611 inviata a Noto essi li informarono dell’esito delle ricerche negli archivi allegando alla stessa una lunga relazione ove si legge che “il più vecchio della stirpe Confalloniera” ha il privilegio “d’accompagnare il nuovo Vescovo quando entra Pontificalmente la prima volta”, ma più clamorosamente questa relazione rivela che nel monastero di S. Chiara di Piacenza “per molta diligenza usata da persone autorevoli, altro non si è trovato che la notizia d’una suora Gioanina Confalloniera, che specialmente viveva nel 1340 et anco nel 1356. Detta qual suora si dice che, rispetto al tempo, non ci sarebbe difficoltà che non potesse essere la moglie di Santo Corrado.”.

Un fatto acclarato è il luogo della nascita fisica di San Corrado e questa notizia ci viene presentata in forma ufficiale nel Legato Sancti Conradi del 1617, che il Vescovo di Piacenza anch’egli spronato dai Giurati netini, “tutte le predette cose approvò confermò e lodò, e approva conferma e loda”. 

E’ un documento redatto nel Palazzo del Vescovo, alla sua stessa presenza ed è reso pubblico dal notaio e cancelliere episcopale Giovan Francesco de’ Parma. Il Legato voluto dallo Zanardi-Landi feudario succeduto ai Confalonieri, esplicita: “qui quidam S.tus Conradus, ut perhibetur fuit oriundus de praedecta Civitate ex admodum Ill.ma famiglia D.D. Confanoneriorum abitatores Dominorum Loci Calendaschi loci, et Villa Ducatus Placentini ultra trebiam…” .
Vi è contenuta pure la frase ut in eius vita pubblica tipis mandata videre est , valida conferma che le indagini sul santo erano concluse ed avevano portato a poter fare delle dichiarazioni certe grazie a ciò che si era rintracciato dei trascorsi civili: le affermazioni sicure che sono punti saldi che vanno a fortificare la narrazione esposta nel documento, sono: 

1 – San Corrado è un piacentino, 
2 – discende dalla Nobile Famiglia dei Confalonieri, 
3 – è nato fisicamente in Calendasco.

Il Legato contiene questa importantissima affermazione: “qua quidam devotio es maior promoveri et excitavi debet in praedicta Ecclesia loci Calendaschi cum ex eodem loco iste Sanctus, ut praefertur originem terrenam duxerit, sic verisimiliter incolas eiusdem loci, sui nominis devotos gratis, et intercessione apud Deum Optimum Maximum persequunturus…” testualmente “certamente quella maggiore devozione è da promuovere e deve essere stimolata nella predetta Chiesa del luogo di Calendasco, il medesimo luogo dal quale codesto Santo, avendo tratto la sua origine terrena come si riporta, avrebbe assistito veramente gli abitanti del medesimo luogo, devoti del suo nome, per le grazie ed intercessione presso Dio Ottimo Massimo”. 


Senza equivoco leggiamo che San Corrado è nato fisicamente a Calendasco ed il Vescovo di Piacenza, i Testimoni presenti, il parroco Rettore di Calendasco, il Conte Zanardi Landi e lo stesso notaio e cancelliere della Curia Episcopale ritengono quindi fuori di ogni dubbio la autenticità della affermazione e mai nessuno si contrappose, est probatio probata.

La causa che spinge il nobile Corrado alla conversione è collegata ad un incendio che provocò durante una battuta di caccia verso l’anno 1315. Siccome fu incolpato del danno un innocente contadino, Corrado lo fa liberare ammettendo la colpa: lui è il colpevole e lui è l’uomo da punire. 


Una nuova ipotesi sull’incendio causato dal giovane san Corrado è emersa dagli archivi, il fatto eccezionale è dato da una pergamena dell’11 gennaio 1589: è una investitura di un fondo terriero di 200 pertiche fatta dai monaci di Quartazzola. La pergamena rinvenuta all’Archivio di Stato di Parma riporta che le terre sono poste nel territorio di Calendasco, in direzione di San Nicolò e nel luogo detto “alla Bruciata.
A diritto questo grande spazio rurale fatto di campi coltivabili e di bosco può essere ritenuto il luogo dell’incendio di san Corrado Confalonieri, una ipotesi da prender sul serio, data dalla ragionevolezza che una così vasta possessione terriera sia ricordata nel ‘500 con il nome ‘Bruciata’, sintomo che lì vi fu nei tempi andati un possente incendio che ancora segnava la toponomastica e la memoria della gente.


Messer Corrado nasce nel 1290 da una Casata non solo guelfa e papalina, ma addirittura tanto religiosa da essere quasi fuori dalla norma, infatti quando Corrado è un arzillo giovanotto dedito alla cavalleria ed all’hobby della caccia, vanta un esempio costante di parenti dati alla religione in diversi conventi di Piacenza.


NOTO UNA MOSTRA


LE OPERE PERSONALI DELL'ARTISTA
L'ARTE DI ROSARIO TUMINO
In mostra le opere prodotte tra 2017 e 2019

di Umberto Battini

Nei cosiddetti Bassi di Palazzo Ducezio (il Palazzo del Comune) e cioè nei locali dietro allo stesso prestigioso edificio circondato da uno slargo lastricato, si tiene una Mostra d'Artista significativa.

Saranno visibili le opere pittoriche realizzate da Rosario Tumino, una serie di eccellenti dipinti dei quali non pochi sono dedicati al Patrono della Città di Noto, l'Amatissimo San Corrado!
Si tratta di pitture che la buona mano pittorica di Tumino ha prodotto negli anni recenti e cioè dal 2017 ad oggi.
E' importante dire che nell'arte del pittore si palesa la sua devozione verso il Santo Protettore di Noto.
Non va scordato che nella grotta del Santuario è esposto perennemente e da Rossario Tumino donato, un bellissimo quadro dedicato al Santo e che rievoca in pochi passaggi in modo sublime tutti gli aspetti importanti della Vita e della devozione al Patrono.
Ma l'arte di Rosario Tumino non è ovviamente solo dedicata a questo aspetto devozionale: con la sua buona arte sa dipingere e mettere sulla tela anche altri gradevolissime rappresentazioni. La mano pittorica dell'artista è sicura e ben delineata, dalla costruzione dei suoi quadri si comprende che c'è una solida base di conoscenza e studio dell'arte, non siamo di fronte a improvvisazione ma tutto è ben dipinto rispettando le geometrie e la forma.
Insomma una Mostra che dona al visitatore per mezzo di questo artista locale più d'una emozione e che fa comprendere quanto sia ricca di nobile e bene espressa arte questo popolo netino, che può con sicurezza vantare in Tumino un prezioso tassello.
Bene è stato concedere questo ottimo spazio a questo evento che avrà un sicuro successo culturale!
Certamente tra i primi visitatori non mancheranno le decine di devoti delle Associazioni devozionali di Noto ed ovviamente i tanti netini che ritornano nella loro città nel periodo estivo assieme a migliaia di affascinati turisti!
La Mostra che si tiene a Noto, in pieno centro affacciata sulla maestosa cattedrale, è ad ingresso gratuito dal 20 luglio al 15 agosto 2019.


NOTO E LA SOLIDARIETA'


NEL NOME DI SAN CORRADO
LA BOTTEGA SOLIDALE
A Noto inaugurata e al servizio delle parti deboli

E' sempre il Patrono ad illuminare il cuore generoso e operoso dei netini.
Sicuramente c'è lo zampino dal Cielo di San Corrado.
Martedì 4 giugno, in una bella e soleggiatissima Noto, al piano alto, al Crocifisso, è stata ufficialmente benedetta e inaugurata la Bottega Solidale!
Qui - sotto l'egida della Caritas diocesana - con il grande sostegno di volontari, verranno distribuiti a chi ne
abbisogna, generi alimentari e non solo. Alla presenza del vescovo e del vicario generale di Noto, di sacerdoti e del sindaco della città, il locale che ospita questa benemerita opera di bene è stato benedetto e aperto.
Sicuramente un luogo denso di significato, perchè la carità, l'approccio all'altro, che sempre merita rispetto ed anche che non gli manchi il necessario, è una delle basi del sano convivere.
Noto quindi, non è solo eventi e mondanità o turismo, Noto - e la sua gente - è anche condivisione.
E' dalle piccole cose, da questi gesti, dall'impegno dei volontari e di tutti, che anche così si cementa una società. I valori stanno nei bei gesti, e quello della carità, senza pretese, è tra il massimo dei valori, che apre i cuori e le menti.
Non scordiamoci neanche di San Corrado! Lui, come cristiano converito e devoto, ha dato a tutti, in Vita e in Morte possiamo dire, perpetuo esempio di carità gratuita con i suoi miracoli.

E quindi tra coloro che in modo volontario opereranno per il bene delle persone bisognose della Città di San Corrado, ci saranno anche i Portatori di San Corrado ed i Portatori dei Cilii.
Un altro passo avanti, grande e lodevole, come quello già esistente e importantissimo della Mensa dei Poveri, per garantire anche un pasto caldo a tanti che ne hanno bisogno: San Corrado è il Santo del Pane Caldo e la gente devota e fedele di Noto lo sà bene e per questo fioriscono queste ottime iniziative a beneficio di famiglie, bambini, anziani, singoli che fanno a pieno titolo parte della città e del suo territorio.
L'umanità vince sempre: e dal punto di vista laico, non scordiamo che se San Corrado è scritto nella sua Vita che arrivò a Noto perchè gli dissero che lì erano le migliori genti di Sicilia, qualche secolo dopo la Città di Noto fu insignita di un titolo prestigioso: Città Ingegnosa!
E tutto questo la dice lunga su questa Val di Noto stupenda.
 
 

SAN CORRADO


IL LUOGO PRINCIPE DELLA DEVOZIONE
L'ALTARE E CAPPELLA IN CATTEDRALE
A NOTO

Qui si conserva dentro all'ARCA d'argento il Santo Corpo del Patrono e l'altro luogo Principe della devozione fedele è la GROTTA nel Santuario

Non dimentichiamoci mai del Nostro Amato Protettore San Corrado Confalonieri
nato a Calendasco di Piacenza nel 1290 e morto a NOTO il 19 febbraio 1351.
S. Corrado era un terziario penitente francescano che a Noto visse da eremita nella grotta che si trova nel Santuario a 7km dalla Città nella località S. Corrado di Fuori.
Noto venera, ama, protegge e si affida a San Corrado da sempre: cioè da quando giunse in Sicilia a Noto nel 1343 e da allora e dopo la sua santa morte e da sempre e per sempre è venerato dal popolo devoto e fedelissimo!

Cattedrale di NOTO - La cappella di SAN CORRADO CONFALONIERI

PREMIO SICILIANI NEL MONDO 2019


IL TESTO DELL'ARTICOLO DI CARMELO SCIASCIA
SU ILPIACENZA




A Caravaggio quest’anno consegnato Il Premio Proserpina ad Umberto Battini - Blog

Diversi anni addietro, mi viene difficile dire esattamente quando, visto che ogni anno che viviamo, il tempo sembra accorciarsi, ricordo di avere visto e letto una intera pagina del giornale Libertà dedicata a San Corrado. 
Di San Corrado sapevo che era il Santo Patrono della città di Noto per esservi stato, in quell’angolo del siracusano, per visite parentali e poco altro. Era un articolo ben costruito, dove venivano date tante notizie sulla storia del Santo. E, con le notizie del Santo, venivano elencati i suoi rapporti con il territorio piacentino, dalla nobile famiglia dei Confalonieri al castello di Calendasco. L’articolo era firmato da un certo Umberto Battini. 

Passato qualche anno, mi trovo quasi occasionalmente ad essere presente al VI Convegno Nazionale di studi corradiani: era il 20 giugno del 2015. Calendasco, salone del Municipio, il tema: “Considerazioni storiche sui luoghi, i documenti ed il culto di San Corrado”. Credo che a farmi partecipare al convegno sia stato l’amico poeta Claudio Arzani che di quell’incontro ne era il moderatore. L’intervento che maggiormente mi aveva colpito era stato proprio quello di un certo Umberto Battini.

Documenti alla mani il Battini ci fa partecipe delle sue scoperte, come il possesso da parte della famiglia Landi del feudo di Curmaracchia in Val di Noto (1296), la probabile partecipazione di Corrado Confalonieri all’assedio di Soncino (1313), i festeggiamenti avvenuti a Calendasco il 19 febbraio 1912 alla presenza di tre vescovi. Ecco fu così che conobbi l’Umbe! 
Fu a causa sua, a causa della curiosità che riuscì a provocare con il suo intervento, se il due agosto di quello stesso anno mi ritrovai a Noto per un evento eccezionale: la traslazione delle reliquie di San Corrado. Era l’anno 2015, anno del Giubileo. 

Nella processione intravedo, tra i portatori dei “cilii” (particolari ceri votivi), vestito come loro, maglia color porpora, nastrini colorati e fascia d’ordinanza, proprio l’Umberto. Fu una notte stupenda, una processione che partita in piena notta dalla Cattedrale di Noto giunse, dopo varie soste, al Santuario nella frazione “di Fuori”. 
Noto rappresentava quella notte la Sicilia come metafora di una globalizzazione culturale non solo tra Nord e Sud d’Italia, ma una globalizzazione dove gli elementi pagani si fondevano e confondevano in una splendida manifestazione religiosa.

Ci siamo rivisti, qualche anno dopo, ad una mia mostra di pittura che tenevo nei locali dello Spazio d’Arte Espositivo di via Sant’Ilario a Piacenza. L’Umbe, mentre si guardava intorno, non vedeva i miei quadri, ma pensava a qualcos’altro. Pensava alle sue ricerche, ai documenti che aveva trovato nelle sue continue escursioni d’archivio, tant’è che mi propose di organizzare una mostra di documenti storici riguardanti proprio la figura di San Corrado.

Piacenza ha ignorato San Corrado fino al seicento, Noto lo ha da sempre venerato. Così può essere detto per gli studi sul Confalonieri, c’è un prima ed un dopo Battini. C’è quello che si sapeva prima e quello si è saputo dopo che Umberto, da studioso, da ricercatore, ci ha mostrato sulla vita di San Corrado.

Qualcuno avrà sicuramente dormito in qualche grotta: per necessità, far fare una particolare esperienza primitiva, da esploratore, da semplice curioso.
Nessuno credo, per libera scelta, abbia mai dormito in una grotta dove ha vissuto ed è morto un Santo Eremita. Ebbene anche questa è stata un’esperienza vissuta dal nostro Umberto, con devozione, con compassione, per vivere e condividere il modello di vita che si era dato San Corrado.
Da Calendasco dove tutto è iniziato, siamo andati a Noto, il giardino di pietra, palcoscenico barocco più che città; da Noto torniamo a Piacenza, anzi no. A Caravaggio.
Non tutti sanno, ma nella città che ha dato i natali al grande pittore Caravaggio, città dove sorge un imponente Santuario, si trova anche un antico Palazzo comunale. 
Nel Salone d’Onore di questo magnifico Palazzo, domenica 14 aprile si è tenuta l’adunanza dei Siciliani d’Italia che in occasione della XVII edizione del Premio Proserpina, ha premiato il piacentino (di Calendasco) Umberto Battini .
Gli interventi che si sono susseguiti l’incontro hanno sottolineato il contributo dato dei siciliani nel mondo, alla valorizzazione del Patrimonio artistico, storico ed umano della terra di Sicilia.

Battini ha ricevuto il premio dalle mani del Sindaco di Caravaggio per i suoi studi, ricerche e pubblicazioni su San Corrado.
Nella motivazione viene ricordato come la terra siciliana di Noto e quella piacentina, con Calendasco sono indelebilmente unite proprio da questo grande Santo Eremita francescano. 

Testualmente la motivazione così recita: “A Umberto Battini cultore e studioso della Famiglia Confalonieri di Calendasco e Piacenza e tra i biografi moderni di San Corrado Confalonieri Patrono”.
Grazie “Umbe”, come ti ha già scritto il Direttore, per i tuoi studi su San Corrado, per la tua sincera devozione al Santo, per i tuoi articoli.
Amen!





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OSPEDALE DI NOTO


In questo APRILE 2019 a NOTO la gente sta lottando per mantenere aperti nell'OSPEDALE della città i reparti di Ginecologia e Ostetricia.
Questo smantellamento è il segnale che questo ospedale sia da ridimensionare, togliendo ai cittadini ed al bacino immenso di gente che qui trova cure, un diritto civico e creando un  disagio immenso.
Si pensi agli anziani! Ma non solo!
Noto non è solo un luogo di Turismo, è una città vera e propria, non scordatelo, la medaglia ha sempre due facce !



IL RICORDO DI MONS. GUASTELLA


STORICO DELLA CITTA'
E DIOCESI DI NOTO
Deceduto all'età di 93 anni e 70 di sacerdozio
il 5 dicembre 2015

Sul giornale cattolico La Vita Diocesana di Noto è apparso sul n.20 del 23 dicembre 2018 a pag. 11 un articolo a ricordo di mons. Salvatore Guastella, insigne sacerdote e grandissimo storico.
Pubblicò oltre 150 studi di divulgazione storica e in primis i suoi studi su San Corrado del quale era devotissimo!
Uomo di grandi qualità spirituali, pastorali, culturali e umane.

Noto dal punto di vista storico-culturale deve veramente tanto a questo saggio sacerdote, orgogliosamente netino e sempre pronto all'ascolto ed al dialogo col prossimo.

Fedele e devoto di San Corrado, mons. Guastella aveva in grande considerazione le due Società dei Portatori dell'Arca e dei Portatori dei Cilii.
Un uomo entrato a pieno titolo nella storia della città di Noto.












NOTO


Momenti della Processione di San Corrado
del 3 marzo 2019

Foto di Luigi Beltrami / Noto 



OTTAVA PROCESSIONE


UNA IMMAGINE CHE RIASSUME
L'AMORE DEL POPOLO DI NOTO
PER SAN CORRADO

 

Per approfondire

  • visita www.araldosancorrado.org
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