I Vescovi di Noto
e la devozione
al Patrono
S. Corrado Confalonieri


di Salvatore Guastella


Sant’Ambrogio arcivescovo di Milano affermava: “Non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre”! In merito, S: Corrado Confalonieri 1 è per noi icona privilegiata e fulgido esempio del nostro rapporto filiale e docile con santa Madre Chiesa Cattolica, rapporto da lui vissuto, anche a Noto, nel segno di comunione con il suo vescovo. E lo conferma il seguente episodio, riportato nel codice corradiano del sec. XIV: «Spargendosi la gloriosa fama di questo beato Corrado, il vescovo di Siracusa - (infatti Noto venne eretta centro-diocesi nel 1844) - ebbe grande devozione e volle andare a vedere quest’uomo che era di tanta virtù. Partito con il suo seguito venne ai Pizzoni, e quando entrò nella grotta di San Corrado non vi trovò letto né pane, eccetto una grossa zucca. Uscito che fu, il vescovo andò dov’era il beato Corrado e disse: “O padre, come state?”. E il beato Corrado rispose: “Bene, per la grazia di Dio”. E il beato Corrado prese la benedizione del vescovo il quale, come fu l’ora di desinare, disse: “O padre, avete niente da mangiare?”. E il beato Corrado rispose: “Avremo la grazia di Dio”. Il vescovo mise le cose a tavola. Quando fu fatta la benedizione, disse: “O frate Corrado, vieni a mangiare”. Ed egli disse: “Aspettate, finché vado fino alla grotta”. Quando fu tornato, portò quattro pagnotte calde. Vedendo questo, il vescovo s’inginocchiò e disse: “E’ più che non si dice”!. Il beato Corrado s’inginocchiò dall’altra parte e disse: “Signor vescovo, non sono quello che pensate, perché questa cosa fece Dio per sua grazia”. E mangiato che ebbero, il vescovo ricevette grande consolazione di quest’uomo. Di poi il Vescovo se ne tornò a Siracusa e raccontava di quest’uomo beato» 2.
Anche ogni vescovo della diocesi di Noto - eretta da papa Gregorio XVI il 15 maggio 1844 - ha ricevuto ed ha “grande consolazione” del suo patrono S. Corrado, a tutto vantaggio spirituale della comunità diocesana! E’ quanto accenno brevemente.
· Il primo vescovo Mons. Giuseppe Menditto (1844-49) nel 1846 autorizza la pubblicazione dell’opuscolo «A S. Corrado da Piacenza, lodi da recitarsi nel mese della sua festività» e l’anno seguente pubblica il suo interessante studio su «L’Urna di S. Corrado Piacentino, Protettore della città di Noto». Menditto muore il 2 marzo 1850, lieto per aver fatto in tempo a “riportare dalla chiesa del Collegio alla sua cappella in Cattedrale l’arca argentea di San Corrado”.
· Mons. Giovanni Battista Naselli (1851-53) nella sua prima lettera pastorale chiede “collaborazione e preghiera. Per me – aggiunge – interceda S. Corrado, il cui corpo si custodisce in cattedrale. Egli è molto venerato come nostro patrono in terra, certi di averlo intercessore in cielo”. Naselli ha voluto venire a Noto il 24 agosto del 1851, giorno della celebrazione diocesana del 5° centenario della morte del Santo Patrono. Così in quel 24 agosto avvengono due storici avvenimenti: a] all’alba l’arca argentea del Santo viene recata in processione al santuario di S. Corrado di fuori (in verità per la prima volta da nuova Noto, dopo il terremoto del 1693), b] nel pomeriggio, l’ingresso in Cattedrale del novello Vescovo. Il 27 giugno 1853 la S. Sede promuove Naselli arcivescovo di Palermo; ma il suo cuore rimane legato a Noto e al suo Santo. Infatti, a suo indelebile paterno ricordo, l’arcivescovo eletto fa dono alla Cattedrale netina di ricchi paramenti pontificali tuttora in uso per la festa del Santo e per altre solennità liturgiche.
· Mons. Mario Giuseppe Mirone (1853-64), trasferito dalla diocesi di Sulmona e Valva in Abruzzo il 27 giugno 1853, viene accolto in diocesi con grande devozione. Il 1° febbraio 1855 inizia la visita pastorale sotto gli auspici di S. Corrado. Ma il 9 luglio – mentre è in visita a Giarratana – scoppia nei nostri paesi il colera. Il vescovo Mirone rientra subito a Noto per programmare e gestire di persona l’assistenza agli ammalati negli improvvisati lazzaretti e indice un ottavario di preghiere dinanzi all’arca di S. Corrado esposta nella sua cappella. Cessata l’epidemia, segue la processione di ringraziamento con l’arca del Santo per le vie di Noto. Segno della devozione e del culto di Mirone per il S. Patrono è l’editto del 1859 per la raccolta di offerte “pro ricostruzione della cupola della Cattedrale”. Egli ha la consolazione di riaprire al pubblico la Cattedrale restaurata il 2 giugno 1861, festa del Corpus Domini.
· Segue il difficile periodo di otto anni di «sede vacante» (1864-72), retto dal Vicario Capitolale Mons. Nicolò Messina, tenace sostenitore della presenza cattolica nella cultura e nella vita diocesana.A Dio piacendo, il 23 febbraio 1872 la Santa Sede nomina vescovo di Noto Mons. Benedetto La Vecchia dei Minori Osservanti di Palermo (1872-75). Egli nella predicazione lo propone San Corrado a modello di amore al prossimo e verso i poveri. Istituisce la ‘Banca mutua popolare notinese’ per un valido sostegno sociale alle famiglie economicamente più deboli. Nel 1873 inoltre tiene in Cattedrale il triduo in preparazione alla festa del 19 febbraio e predica la quaresima. Trasferito, dopo appena tre anni, alla sede arcivescovile di Siracusa, Mons. La Vecchia “porta sempre scolpita nel cuore l’amata diocesi netina e il suo venerato S. Corrado, modello di carità evangelica”.
· Mons. Giovanni Blandini (1875-1913) - “perla dell’episcopato cattolico” (Leone XIII), antesignano di democrazia e di rinnovamento nel movimento cattolico italiano e intrepido campione della questione operaia - mette nelle mani di S. Corrado la soluzione dei nodi socio-pastorali dalla cui soluzione dipende il futuro della stessa comunità diocesana.
Queste le sue iniziative più luminose per l’incremento del culto al Santo Patrono:
  1. Compie per due volte la ricognizione canonica del venerato corpo del Santo (nel 1877 e nel 1888, quando trasse una reliquia e farne dono a Leone XIII in occasione del giubileo sacerdotale).
  2. Nel 1880 autorizza il modenese Bartolomeo Veratti a pubblicare «Della vita e del culto a S. Corrado Confalonieri. Cenni storici» (Noto, tip. Fr. Zammit).
  3. Nel 1882 incoraggia Corrado Avolio a pubblicare la Vita del Santo, scritta in poesia siciliana nel 1500 dal netino Rapi Andriotta.
  4. Nel 1888 fa restaurare e abbellire artisticamente la cappella del Santo in Cattedrale.
  5. Approva nel 1903 lo statuto della cooperativa ‘Cassa rurale di depositi e prestiti S. Corrado’, come anche nel 1911 lo statuto della ‘Cassa operaia cattolica S. Corrado’.
· Mons. Giuseppe Vizzini (1913-35) ha vissuto in evangelica povertà; emulo in questo di S. Corrado, di cui ha incrementato profondamente il culto. Questi i suoi interventi più significativi:
1. Nel 1922 dona al Santuario di S. Corrado di fuori un migliore e definitivo assetto al culto e al servizio pastorale, autorizzando i lavori di restauro, di decorazione e la sistemazione del pavimento. Il 9 aprile 1924 eleva quel Santuario a Parrocchia.
2. Ad implorazione del 1° Sinodo diocesano, egli compone una «Lauda per San Corrado»; a conclusione dello stesso Sinodo il 24 ottobre 1923 ottiene da Pio XI la ratifica dell’estensione del patronato di S. Corrado alla diocesi netina.
3. Nel 1934 con ordinanza del 13 febbraio dispone la ricognizione canonica del corpo del Santo 3.
4. Tra le riflessioni omiletiche dell’Evangeliario per le domeniche e feste dell’anno ecclesiastico, pubblicato da Vizzini nel 1919, in quella del 19/2 egli commenta il Vangelo di Mt XIX 27-29.
E’ doveroso qui ricordare un episodio poco conosciuto. “Il giovanissimo Mons. G. B. Montini (il futuro papa Paolo VI), allora assistente nazionale degli Universitari di A.C.I., nel marzo 1927 è venuto a Noto in occasione del Congresso Nazionale della FUCI, che si tenne nella basilica del Ss. Salvatore. Egli, in Cattedrale, ha sostato a lungo in preghiera dinanzi alla cappella di San Corrado” (Can. Enrico Sigona).
· Mons. Angelo Calabretta (1936-70) nella sua prima lettera pastorale confida: “Mi ha colpito la lettura della vita meravigliosa del nostro grande e glorioso S. Corrado Confalonieri, che in tante maniere ha sempre dimostrato la sua particolare predilezione per la città di Noto, dove compì l’opera suprema della sua santificazione”. Il can. Salvatore Tropiano, per incarico del novello vescovo, compone l’inno al Santo “O Netini, sul labbro e nel core / di Corrado la lode risuoni…”, musicato dal M° Francesco Mulé ed eseguito per la prima volta in Cattedrale il 19 febbraio 1937. Il 23 febbraio 1943, a nome del popolo, Mons. Calabretta emette solenne ‘Voto’ al Santo per l’incolumità della città dai bombardamenti bellici. Voto poi adempiuto: cioè decorazione della Cattedrale, cero votivo recato dal Sindaco all’altare del Santo ogni 19 febbraio e digiuno la vigilia, il 18 febbraio. Il 27 novembre 1963 ottiene da Paolo VI il decreto pontificio che dichiara S. Corrado (con Maria Ss.ma patrona principale, sotto il titolo di Scala del Paradiso) compatrono della Diocesi di Noto. Ricordiamo le celebrazioni del 1951, 6° centenario della morte del Santo. E’ merito del vescovo Calabretta l’istituzione dell’Associazione “Portatori e Fedeli di San Corrado”, il 19 febbraio 1947.
· Mons. Salvatore Nicolosi (1970-98) nel giugno 1970 viene trasferito dalla sede vescovile di Lipari a questa di Noto, dove fa il suo ingresso il 29 agosto seguente, vigilia della festa del Patrocinio di S. Corrado. Nel 1987 decreta il cambio del Titolare della chiesa cattedrale: da ‘parrocchia San Nicolò’ a ‘parrocchia San Corrado nella cattedrale’. Indimenticabile il 1990, VI centenario della nascita di San Corrado! Numerose le celebrazioni volute dal Vescovo:
1. la ricognizione canonica del corpo del Santo (11-13 marzo 1989);
2. il pellegrinaggio diocesano a Piacenza, città natale del Santo (29 giugno - 3 luglio 1989), Giovanni Paolo II così si espresse nella lettera apostolica inviata al Vescovo il 14.9.1989: «E’ fervida la devozione con cui la popolazione di codesto territorio da sempre circonda questo Santo, nel quale venera lo speciale Protettore della Comunità diocesana, custodendone gelosamente il corpo… La Chiesa di Noto a buon diritto ringrazia Dio per la presenza orante ed operosa di S. Corrado in codesta terra e ne ricorda le virtù, consapevole che la sua testimonianza costituisce per ogni tempo un messaggio da raccogliere ed un modello da imitare» 4.
3. Le Giornate di studio su ‘Corrado Confalonieri. La figura storica, l’immagine e il culto’ (palazzo Villadorata, 24-26 maggio 1990);
4. il pellegrinaggio con l’arca del Santo nell’eremo di S. Corrado di fuori, a Testa dell’Acqua, Rigolizia e Noto antica (5-14 agosto ’90);
5. l’ostensione straordinaria in Cattedrale del corpo del Santo (16-25 agosto ’90).
I ‘Netini di Roma’ sono grati al vescovo Nicolosi per il dono di avere avuto per tre giorni il venerato ‘Braccio di San Corrado’ (22-24 febbraio 1992) in occasione dell’annuale celebrazione in onore del Santo Patrono quel 23 febbraio nella basilica di S. Maria in Domnica al Celio.
Chi non ricorda con commozione - dopo il doloroso crollo del 13 marzo 1996 in Cattedrale - quel 26 luglio seguente, quando la venerata arca d’argento del Santo viene estratta incolume dalla sua cappella e trasferita nella chiesa pro-cattedrale di S. Carlo?
Nella lettera a conclusione del 2° Sinodo Diocesano, il Vescovo afferma: “Queste conclusioni sinodali, invocando l’intercessione di Maria e di S. Corrado, le affido, prima ancora che a voi, alla misericordia del Padre celeste”. Nella solenne Eucaristia allo stadio comunale di Noto la sera del 29 agosto 1998, tutta la diocesi ha espresso perenne riconoscenza al vescovo Nicolosi, dinanzi all’immagine di Maria Scala del Paradiso e all’arca di San Corrado.
· All’inizio di questa stessa solenne celebrazione eucaristica allo stadio comunale di Noto, il novello Pastore Mons. Giuseppe Malandrino (1998-2007) - figlio della nostra diocesi e già vescovo di Acireale dal 1980 - ha dato inizio al suo servizio episcopale a Noto. Nell’omelia programmatica egli sottolinea “la priorità della ricostruzione della Cattedrale e il mirabile esempio di San Corrado il quale, pur essendo eremita, è stato in continua ricerca di comunione con la comunità cristiana: con l’intensa vita eucaristica e di preghiera, col buon esempio della carità e del servizio verso tutti, con i tanti miracoli, segni dell’amore di Dio verso i fratelli”.
L’indomani, domenica 30 agosto, Mons. Malandrino ha presieduto nella procattedrale di S. Carlo al Corso il solenne pontificale e ha partecipato alla processione serale con l’arca di S. Corrado. Nella lettera-messaggio dell’8 febbraio 2000 ai Netini di Roma il vescovo così scriveva: “Rispecchiandovi su S. Corrado (pellegrino di fede a Roma prima di divenire pellegrino di preghiera, penitenza e carità nella nostra Noto) rinnovate la vostra scelta – voi a Roma assieme a noi a Noto – di riscoprire Gesù, vera novità che supera ogni attesa umana”; e domenica 23 febbraio 2003, Mons. Malandrino presiede l’Eucaristia in onore di S. Corrado, celebrata in S. Maria in Portico.
Tra i luoghi di culto per la fruizione dell’indulgenza giubilare nel 2000 a Noto, il vescovo ha incluso il santuario di S. Corrado di fuori 5. Il 21 febbraio 2007 il vescovo - accolta la proposta del Consiglio Pastorale Diocesano e i suggerimenti degli operatori pastorale e del CPD, in seguito al Convegno diocesano sulla pietà popolare (11-13 settembre 2006) - emana il decreto con le nuove disposizioni pastorali “perché la pietà popolare in genere, e le feste religiose in specie, siano sempre per tutti occasione forte di esperienza spirituale ed ecclesiale”.
La sera inoltrata del 17 giugno di quest’anno 2007 (cioè poche ore prima della solenne riapertura e benedizione della risorta Cattedrale) il vescovo il clero e tutto il popolo accompagnano commossi il Santo Patrono nella sua Cappella, santuario cittadino corradiano. Nella benedicente lettera apostolica del 15 giugno 2007 al vescovo di Noto, Benedetto XVI afferma: «Il felice evento della riapertura della Cattedrale possa suscitare nel popolo di Noto, per intercessione della Vergine Santa e di S. Corrado un rinnovato entusiasmo spirituale ed una coraggiosa testimonianza evangelica».
· Mons. Mariano Crociata, vicario generale della Diocesi di Mazara del Vallo, è il 10° Vescovo di Noto, nominato il 16 luglio 2007! Sabato 6 ottobre, egli ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella Cattedrale di Noto, dove ha fatto il suo solenne ingresso, accolto - spiritualmente e per primo – dal nostro e, ormai anche suo, San Corrado. Mons. Crociata nel suo messaggio di nomina ha scritto: «Comincia ora soprattutto un tempo di preghiera. La preghiera reciproca costituirà la trama di tutta la nostra operosità ecclesiale». Preghiera certamente corroborata dall’intercessione di San Corrado, da sette secoli missionario di fraternità e di pace tra questo suo popolo.

Salvatore Guastella

note al testo
1
Subito dopo la morte di S. Corrado, avvenuta il 19 febbraio 1351, i nostri padri cominciano a venerarlo in Chiesa Madre dell’antica Noto (Netum), soprattutto in seguito alla ricognizione canonica del 1485, quando il suo corpo viene trovato incorrotto. Per regolarizzare quel culto spontaneo, papa Leone X emana il 12 luglio 1515 la bolla Exponi nobis fecerunt, con la quale affida al vescovo di Siracusa il compito di provvedere all’istruzione del processo informativo e, se è il caso, di poterlo venerare come “Beato”. Il mandato apostolico viene eseguito dal vicario generale di Siracusa, il netino Mons. Giacomo Umana vescovo titolare di Scutari. Egli il 28 agosto 1515 in Chiesa Madre di Netum promulga solennemente il decreto di beatificazione e concede alla città di poter venerare San Corrado “determinandone la festa il 19 febbraio”. A perenne memoria di quel fatidico giorno il Patrono della città e diocesi di Noto è festeggiato anche l’ultima domenica di agosto, espressione ancora oggi costante di comunione docile al papa e al vescovo diocesano.Papa Paolo III autorizza il culto a S. Corrado in Sicilia il 30 ottobre 1544. Urbano VIII nella bolla del 12 settembre 1625 lo chiama “Santo” e ne concede il culto all’Ordine Francescano nel mondo. Il Senato di Noto lo elegge protettore e patrono della città il 7 maggio 1643. Paolo VI lo ha proclamato compatrono della diocesi di Noto il 27 novembre 1963.
2
Carmelo Curti, La “Vita” del Beato Corrado Confalonieri, tratta dal codice dell’Archivio capitolare della Cattedrale di Noto, p. 87. Noto 1990.
3
Così egli ricorda l’evento: «Aperta l’arca d’argento e quella di legno, il corpo di S. Corrado lo abbiamo visto con i nostri occhi e toccato con le nostre mani. Presi da intima commozione, ci siamo inginocchiati e gli abbiamo raccomandato con tutta l’anima la città e diocesi a Lui devota come patrono».
4
Dalla lettera apostolica al Vescovo di Noto per il VII Centenario della nascita di San Corrado. Città del Vaticano, 14 settembre 1989.
5
Ricordiamo l’intenso momento giubilare netino del 6-9 agosto 2000 per la traslazione dell’arca di S. Corrado alla grotta del suo Santuario e. m. e l’altro a carattere regionale per il giubileo dei giovani di Sicilia a Siracusa il 22 ottobre seguente.

Per approfondire

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