un libro eccezionale del 1965 di mons. Fusaro


Apriti cielo!
Di scoperta in scoperta!

Già il fatto che San Rocco sia inscritto nel Calendario e Ufficio Liturgico del Terzo Ordine Francescano - oppure Regolare (TOR) che dir si voglia - era stata per me una scoperta importante! Infatti questo santo, veneratissimo nel Piacentino, secondo la Tradizione è appena successivo nei suoi accadimenti di vita, a San Corrado, ed anzi per certi anni, la loro vita si intreccia nel piacentino: intendo quando il nostro santo Corrado già era ritirato nel romitorio di Calendasco del 'gorgolare' (appresso al mulino), con la comunità retta dal superiore frate Aristide. Anzi è logico e probabile pensare anche 'storicamente' di un loro incontro e conoscenza!
E' storicamente certo che i Terziari ospedalieri - quali in Calendasco - di cui anche s. Rocco è un 'infermiere itinerante' (così lo definiscono gli storici per il fatto che itinera da ospitio in ospitio proprio al servizio degli infermi), sono con quelli viventi nei romitori, i primi 'congregati' per una risoluzione alla Regolarità dei Terziari, e il "romitorio" di Calendasco è tra i 'fondanti'.
Non mi dilungo qui, ma già documenti del tardo 1300 identificano storicamente il "romitorio con Superiore frate Aristide", e per ora tanto basti, (più avanti gli Studi in preparazione renderano onore e giustizia al vero con precisione di carte e documenti).

Dicevo di San Rocco: ebbene scopro che Studi eminenti, quali quello di mons. Fusaro, ci donano riferimenti storico-critici molto interessanti:
  1. lo storico Diedo dice s. Rocco nato nel 1295 e morto nel 1327
  2. uno studio dice che fino ad argomenti più decisivi le date cui attenersi sono quelle sopra scritte e non 1345-1377
  3. Il Maurino propende per le date ultime mentre p. Filippo da Bergamo e il domenicano Maldura sono per la data prima
  4. Monsignor Ceroni Professore del Pontifico Seminario Vaticano sostiene le date tradizionali 1295-1327
Se le date prime fossero confermate (ne le prime ne le ultime lo sono con certezza ma aperte a studio e logiche ipotesi) vediamo una coincidenza piena con l'epoca del nostro Patrono San Corrado il Confalonieri: eremita e pellegrino.
Ovvio che l'incertezza sulle date del santo Rocco non ci spinge oltre, di storico e comprovato rimane la permanenza nel piacentino, presso il territorio di Sarmato, e che fosse penitente terziario che seguiva 'la pista' degli ospizi quale appunto quello presso Calendasco.
Scrive il p. Fredegando da Anversa:
"... A misura che crescevano la vita spirituale e l'operosità pubblica dei Terziari aumentava anche il loro attaccamento reciproco e si moltiplicavano le loro adunanze (vedi Capitolo di Piacenza 1280 n.d.r.)... In molti luoghi essi aprirono degli ospedali e degli ospizi per i poveri e pellegrini, dove necessariamente alcuni fratelli dovevano prendere dimora..."


Comunque il fatto notevole è che i due Santi hanno lo stesso 'abito': s. Rocco quale pellegrino-infermiere e s. Corrado come romita-ospitaliere con frate Aristide in un luogo fisso.
Frate Aristide non è una figura secondaria in tutto questo: anzi! Era uno dei penitenti francescani tra i 'coordinatori' - se mi si passa il termine moderno per farmi meglio comprendere - del movimento francescano terziario più sensibile ed obbediente, non casualmente tutto fila storicamente anche secondo ciò che si riporta nella bolla di Giovanni XXII Altissimo in divinis del 19 novembre 1324! Documento base! Insomma frà Aristide era un "amico foedere" della nascente indipendenza dell'Ordine.
Gli Studi continuano: Corrado santo Patrono ci sta guidando alla comprensione esatta del suo vissuto piacentino dalla nascita alla partenza pellegrinante da Calendasco.
Un Santo non sorprende, ma illumina!

Umberto Battini
agiografo di San Corrado




S
AN ROCCO
santo TERZIARIO
come SAN CORRADO



San Rocco e San Corrado hanno Officiatura DUPLICE Maggiore






foto: Calendario dei Santi del Terzo Ordine Francescano
nella Historia Tertii Ordinis S. Francisci
del BORDONI 1658

ristampa anastatica a cura della EDITRICE FRANCISCANUM - Roma 1998


Beato Aristide
amico foedere
superiore del romitorio
presso Calendasco




La storiografia corradiana ci ha tramandato la notizia che alla guida della comunità penitente teriziaria nei pressi di Calendasco fosse guardiano frà Aristide, che, come ci ricorda il Parisi in un suo ottimo lavoro "qualche documento dell'epoca chiama beato".
Una figura carismatica: infatti tra le notizie spicca quella che identifica il frate terziario francescano Aristide quale 'architetto' del nuovo reclusorio convento per le Terziarie di Montefalco in Umbria, chiamato proprio dalla stessa Santa Chiara di Montefalco.
Su questo importante frate stanno riemergendo, dalla memoria storiografica già esistente di alcuni decenni fa, dati clamorosi!
Presto ve ne daremo conto: quello che è essenziale comprendere è il fatto che tassello dopo tassello la figura di San Corrado e di frate Aristide piacentini, si stanno sempre più mettendo a fuoco e storicizzandoli nel contesto di Piacenza.
Lacune non imputabili agli storici di Noto: già nei secoli e fino all'oggi, con amore la Vita del Santo Corrado relativa alla sua eremiticità presso la Valle di Noto è stata studiatissima, pubblicata e con devozione portata all'attenzione dei fedeli e dei cittadini in genere.
Il contesto piacentino di San Corrado sta emergendo ora a chiare lettere: dai 5 Convegni Nazionali di Studi, ai 2 buoni volumi di Studi piacentini, si sta compiendo una opera che con prove documentarie sta rendendo "vivo" San Corrado nel periodo della sua vita in Piacenza, da giovine e poi, da convertito alla penitenza nell'hospitale dei pellegrini sulla Via Francigena che sorge in Calendasco.
Frate Aristide è "tornato" per indicarci ancor più chiaramente il percorso di santità del suo confratello Corrado, Santo pellegrino ed eremita.
Umberto Battini
agiografo di San Corrado



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