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Segnaliamo un evento culturale

che si terrà nella città di Noto

e che interessa tutti i Devoti e Amici

di San Corrado di ogni luogo





Questa monografia viene presentata

alle ore 19 del 14 maggio

presso l’Aula Magna

del Seminario vescovile di Noto

Dopo il saluto del vescovo Mons. Mariano Crociata, del sindaco Avv. Corrado Valvo e del Dott. Salvatore Maiore presidente della ‘Pro Noto’, seguono le relazioni del Preside Enzo Papa, del Prof. Michele Romano e dell’autore Mons. Salvatore Guastella.

Giuseppe Pirrone (1898-1978), scultore e medaglista di fama internazionale, ha allestito Mostre a Roma, Firenze e Parigi; ha partecipato più volte alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia. Sue opere di scultura sono esposte nei musei in Italia, in Vaticano e all’estero. Come medaglista egli è presente nelle collezioni dei musei di Oslo, Stoccolma, Copenaghen, Stelley, Cracovia, Parigi, Roma, Noto e Recanati. Comunque, il meglio della sua attività di scultore e medaglista è a Noto, dove nel 1966 egli costituì al Museo Civico una invidiabile Galleria d’Arte Moderna intitolata a sua madre Elvira Pirrone Resso.

Il suo motto era “Ars donum Dei” (l’Arte è dono divino). Noto vanta anche una vasta presenza dell’arte sacra pirroniana: la statua in marmo bianco di San Corrado in ginocchio (1932) per il santuario e. m. del Santo; la cappella e altare del Sacro Cuore in marmo policromo (1947); l’artistica Porta maggiore in bronzo della Cattedrale (1957) inaugurata nel 1983 (m. 6,30 x 3,18; superficie istoriata mq. 23,04); due medaglie di San Corrado (1943 e 1974); i busti dei vescovi Giovanni Blandini e Angelo Calabretta (1938 e 1976) e una medaglia grande ovale della Madonna della Scala (1976). Presso il Museo Civico, sez. Soggetti religiosi, di San Corrado si ammirano: un bozzetto in bronzo per statua e una lastra in bronzo suddivisa in diversi quadri.

Edificante questa testimonianza dello stesso Pirrone: «Quando nel novembre 1954 il Signore si servì di don Giovanni Rossi della ‘Pro Civitate Chistiana’ di Assisi per rimettermi nel suo cammino, mi trovai fra le mani il Vangelo e un libro con la storia di Cristo. Lessi tutto. Ne fui affascinato a tal punto da decidermi a mettere nel bronzo le sensazioni che avevo provato leggendo. Ne venne fuori un cammino del fedele che si lascia condurre dalla mano del Signore. E’ tutto qui il segreto della mia opera, frutto della devozione a Cristo»!

Per approfondire

  • visita www.araldosancorrado.org
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