TRA CALENDASCO E NOTO UN SIGILLO
E QUESTO E' IL SANTO PATRONO
Sono i due luoghi Princeps (Principe) della sua vita
di Umberto Battini
storico di S. Corrado
Due
località, distanti eppure vicine più di quel che immaginiamo, una al
nord Italia, vicino al fiume Po e a soli otto chilometri da Piacenza,
l'altra è in Sicilia, nella parte orientale, tra colline e mare, in
provincia di Siracusa.
Lo sappiamo bene quali sono: Calendasco e Noto.
Nel
piccolo borgo nella florida pianura, troneggia solenne il poderoso
castello della casata dei Confalonieri, oggi di proprietà comunale e
degnamente recuperato con un solido restauro.
Qui
i guelfi Confalonieri furono feudatari per almeno trecento anni e lo
dicono le carte d'Archivio. E nel castello nacque il Santo Corrado in
quel lontano medioevo, nell'anno 1290.
Ed
a Noto, città che è patrimonio Unesco per il Barocco che la rende uno
scrigno, S. Corrado visse gli ultimi anni della sua intensa vita da
laico francescano. Ed in quella nuda grotta di pietra, concluse la vita
il 19 febbraio del 1351, un venerdì invernale, nella Valle dei Tre
Pizzoni.
Tra
i due luoghi Principe del culto, deve essere mantenuto intatto un
legame, anche perchè lo dicono certi fatti: ad esempio la lettera del
parroco di Calendasco don Federico Peratici, che scrisse al Vescovo di
Noto nel 1960, relativa proprio alla comune devozione.
Ma
ci sono anche le due carte ufficiali ed originali, dopo richiesta del
parroco don Giovanni Caprara, di due Insigni Reliquie di S. Corrado
Confalonieri inviate a Calendasco precisamente una nel 1907 ed altra nel
1927.
Gli
originali, firmati dai Vescovi di Noto, del dono delle Reliquie del
Patrono che Noto e Calendasco condividono, sono nell'Archivio
Parrocchiale della Chiesa di Calendasco.
Nell'anno
2015 grande Festa nel borgo sul fiume Po, infatti i netini vennero
pellegrini nel paese del patrono. I soci della Associazione Portatori
dei Cilii Fedeli a S. Corrado di Noto, con a capo il loro presidente il
signor Sebastiano Floridia, donarono un grandioso Cilio come segno
d'unione devozionale.
Sono tutti fatti ormai passati alla storia del Patrono, importanti e da tener a mente.
Facciamoci
vanto di questa Nobile amicizia dovuta ad un Santo, un uomo che ha
legato per sempre i due luoghi. La Storia deve saper leggere nelle righe
del tempo, e le ricerche e gli studi per comprendere, sono continuati e
ancora vanno avanti, qui nel territorio piacentino.
La Storia antica, passata e piùrecente, moderna, parla al cuore sempre affabile del fedele e del devoto sincero.
E come ormai si è usi dire: un Santo una Devozione, Calendasco e Noto!
Ed
ovviamente a questo si uniscono tutti gli altri luoghi dove c'è culto
verso l'Amato Santo Eremita, un popolo di fedeli che vive in ogni dove,
innamorato del mite penitente eremita San Corrado.