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OTTAVA 2021 FEBBRAIO

LA CELEBRAZIONE
DELL'OTTAVA DI SAN CORRADO
  
 D
omenica 28 febbraio si tiene come tradizione religiosa la solenne Festa dell'Ottava di San Corrado.

Al Santuario di S. Corrado fm di Noto si svolgerà la seguente cerimonia:

ore 10.30  Omaggio Floreale alla statua di S. Corrado sulla piazza davanti al Santuario da parte dei Portatori dei Cilii
ore 11.00  Santa Messa solenne officiata dal parroco e rettore del Santuario d. Eugenio Boscarino con accensione del Cero al Patrono dentro la grotta da parte del Sindaco di Noto
Canto dell'Inno e solenne benedizione con la sacra Reliquia.


LE LETTERE DA NOTO A PIACENZA

San Corrado Confalonieri

e il legame storico fra Piacenza e Noto

Le lettere conoscitive inviate dai Giurati di Noto nel 1610

di Umberto Battini 

Dal lontano medioevo del XIV secolo, una linea ininterrotta corre tra la terra di Piacenza e quella sicula: il nobile milite S. Corrado Confalonieri smette le vesti e lo sfarzo ed indossata una grigia tunica s’avvia alla santità nella terra che più l’ha amato in vita e in morte, l’Ingegnosa Noto. Ma i rapporti tra la terra natia e quella d’adozione, circa la storia e la valorizzazione umana e poi spirituale del Santo Eremita, hanno avuto uno sviluppo nei secoli attinente allo svolgersi degli accadimenti che proprio da Noto portarono ad elevare agli altari questo virtuoso uomo di fede.

In effetti, in base agli attuali riscontri storici, la vera e propria riscoperta piacentina di questo insigne santo la dobbiamo collocare nei primi anni del 1600, quando per mano degli Anziani della città di Noto, si avvisò la città di Piacenza inviando tre lettere arrivate il 28 aprile 1611, una diretta alla persona del Duca Farnese, una al Vescovo e altra lettera agli Anziani che avevano il governo della città, nella missiva si chiedeva espressamente di far ricerche d’archivio sul Santo Corrado. 

Addirittura gli stessi Anziani netini segnalano in queste lettere alcuni dati storici già in loro possesso, quali il fatto che fosse stato maritato con una nobile lodigiana di nome Eufrosina divenuta poi monaca clarissa e che fosse stato feudatario del castello piacentino di Calendasco.

Ma è questa ultima affermazione fatta dai Giurati netini che assume un valore importantissimo per la storiografia corradiana, in effetti la casata dei Confalonieri fu per alcuni secoli feudataria di Calendasco, esercitando dal poderoso maniero il dominio su questa ricca terra attaccata al fiume Po, al nord-ovest di Piacenza. E che la casata Confalonieri fosse tra le preminenti della città, pur mantenendo questa prerogativa feudale dal borgo, lo testimonia il fatto che uno dei quattro congiurati che nel 1547 uccideranno il Duca Pier Luigi Farnese, figlio di papa Paolo III, sia stato proprio Giovanluigi Confalonieri feudatario abitante a Calendasco come mostrano gli atti delle confisca farnesiana conclusa nel 1586. 

Questi accadimenti sicuramente non aiutarono a far sì che le gesta del Santo Eremita, amatissimo a Noto ma anche ormai in tutta la Sicilia e meridione, si divulgassero nella sua terra natale, proprio per il fatto che un suo lontano pronipote partecipò a questo tremendo fatto del quale si occuparono tutti i maggiori storici e politici di quel tempo. Prova ne è che solo sessant’anni dopo ed a confisca conclusa, con l’espulsione del reo costretto a trasferirsi a Milano, si ufficializza e valorizza finalmente anche in Piacenza il Santo piacentino, siamo appunto all’inizio del 1600. 

Una delegazione venne da Noto a Piacenza nel 1612 per perorare ancor più queste ricerche, ed è proprio in quegli anni che a Piacenza in cattedrale gli si erige una cappella con affreschi della vita del Santo Corrado e l’anno seguente il canonico e storico piacentino Pier Maria Campi pubblica una agiografia che però, come scrive lo stesso autore, si rifà completamente a quella inviata da Noto nel 1610 scritta dal canonico netino Girolamo Pugliese, quindi di scarno valore storico oltre al già conosciuto: lo stesso prete Campi ammette che dovrà scrivere ancora e meglio del Santo. 

Intanto il vescovo della città di Piacenza mons. Claudio Rangoni avvia le indagini storiche richieste da Noto che terminano nel 1617 con il prezioso documento conosciuto come Legato Sancti Conradi, redatto dal cancelliere episcopale della curia che era anche notaio pubblico.

L’atto diplomatico cioè il Legato si conserva nel fondo notarile in Archivio di Stato a Piacenza ed anche in quello della parrocchia di Calendasco; questo atto entra a pieno titolo nella vicenda corradiana perché si scopre che in quello stesso borgo San Corrado era nato fisicamente e quindi si procedeva ad erigere una suntuosa cappella nella stessa chiesa, elevandolo a Patrono della comunità anche perchè, viene testimoniato e scritto, già da tempo gli abitanti del borgo erano al santo eremita fedelissimi devoti.

Il Legato subito nelle prime righe afferma che San Corrado è un membro della Illustrissima famiglia dei Confalonieri che furono Signori Feudatari nel luogo di Calendasco che abitavano il territorio vivendo nel maestoso castello, territorio e paese nella parte del Ducato di Piacenza che è situata oltre il Trebbia. 

Viene messo apertamente in evidenza che senza ombra di dubbio, e non possediamo nessuna prova contraria ed opposta dell’epoca, il santo sia un Confalonieri ed abbiamo prove scritte che tale Famiglia abitando questo feudo abbia sempre mantenuto un legame fortissimo con il paese, e mai ebbe uno screzio con il presbitero del borgo nel corso dei tre secoli che vissero nel castello.

Umberto Battini

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da un mio articolo apparso sul quotidiano a Piacenza anni fa - estratto -

SANTUARIO NOTO 2021

LA SANTA MESSA AL SANTUARIO
LACRIME DEVOTE E I FUOCHI DELLA FESTA
 
San Corrado 19 febbraio 2021
 
Una santa messa serale con il santuario di San Corrado fuori le mura di Noto pieno all'inverosimile di devoti, che sono stati in tanti anche fuori ad ascoltare la santa messa officiata dal rettore del santuario don Eugenio Boscarino.
Ovvio che la causa di tanta gente è doppia: una è colpa del covid che obbliga a stare distanziati quindi per forza tanta gente è restata fuori, felicemente però, ed il motivo due è che il santuario è il luogo Principe (scritto maiuscolo!) della Vita del patrono per cui i fedeli corrono sempre in tanti in quel luogo della grotta e misticissimo è anche il fatto che quando arrivi alla spianata t'accoglie quella statua del Santo che pare ti chiami per nome a sè.
Don Eugenio Boscarino ha celebrato la liturgia sacra in modo sentitissimo, e a causa appunto dei tempi strani della pandemia, tanti fedeli han versato felici lacrime durante quella santa messa dove Cristo la Vergine Maria e San Corrado parevano esser lì accanto ad ognuno!
Una benedizione tutto questo ardore dei fedeli, segno che la forza dello Spirito agisce eccome, e San Corrado si respirava nell'aria!
Il canto dell'Inno, la solenne benedizione con la reliquia ed i fuochi di festa han dato il colpo di grazia al cuore dei tantissimi fedeli presenti: pianti e gioia indescrivibilmente sui volti.
Tra l'altro eran presenti un buon gruppo di Portatori dei Cilii che aveva deciso, per voto di andare al santuario dalla città a piedi, e sentita la santa messa al Patrono quindi uguale è stato il ritorno a piedi, da pellegrini fedelissimi, carichi nel cuore di nuovo ardore.
Questo è San Corrado, e questo è quello che si prova ad amare senza riserve il Santo Incendiario condiviso con Calendasco di Piacenza, in qualunque parte del mondo viviamo: siamo certi che Lui ci dà sostegno, nostro scudo il Suo braccio sarà!

Umberto Battini

RELAZIONE DA LEGGERE

IL TESTO CULTURALE STORICO
CORRADIANO DI CARMELO SCIASCIA
Scrittore siculo devoto e fine uomo di cultura 
presente al Romitorio di Calendasco
 
Giovedì 18 febbraio 2021 nella Vigilia della Festa Solenne di S. Corrado Confalonieri Patrono di Noto e di Calendasco si è tenuto un incontro trasmesso su facebook ma ancora visibile per tutti, ed ecco che pubblichiamo il testo della breve ma lucida relazione di Carmelo Sciascia.
Romitorio di S. Corrado di Calendasco
Un incontro al Romitorio di Calendasco per ricordare San Corrado

Di seguito si riporta l’intervento di Carmelo Sciascia

“Avevo 25 anni…

Gennaio 1978 mio primo lavoro in val Seriana Scuola media di Leffe. Il primo incontro con S. Corrado a Gandino con il professore Corrado Perricone, fedele devoto che mi parlò di Noto e di San Corrado. Negli anni 80 sono andato spesso a Noto perché mio cognato Gianni ha sposato una notina E lì visitai oltre alla cattedrale barocca tutti gli altri luoghi corradiani. Mi documentai sul Santo, meravigliandomi della sua poca popolarità proprio a Piacenza. Dopo ne compresi i motivi storici che continuavano a perpetuarsi nei riguardi della famiglia Confalonieri.Giovan Luigi Confalonieri nel 1547 partendo dal suo castello di Calendasco, partecipò a Piacenza all’uccisione del figlio di papa Paolo III cioè Pierluigi Farnese che era Duca e governava. Il castello di Calendasco passò poi alla Camera Ducale ed acquistato da Zanardi-Landi. Per questo i Farnesi non permisero il culto a Calendasco di S. Corrado Confalonieri”.   Una damnatio memoriae.

Il decreto di costituzione della parrocchia di San Corrado a Piacenza è del 4 novembre 1976, anno della mia laurea conseguita a Palermo, mentre l’inizio della costruzione risale al 1973 come delegazione vescovile. La chiesa viene ampliata nel 1986 nell’aspetto architettonico che noi adesso vediamo e consacrata successivamente nel 1989. Continuai ad andare a Noto con una certa assiduità fino al 2004 perché mia suocera ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in una casa protetta proprio a San Corrado fuori le mura, in prossimità della grotta dove sorge il Santuario di Corrado. A Piacenza, negli anni Novanta, ho abitato in una zona vicino al quartiere Duemila e mio figlio Alessandro nell’infanzia ha giocato nella società sportiva San Corrado per diversi anni.

Proprio in quell’occasione ho conosciuto Bruno Grassi, non personalmente ma per i due suoi quadri che si trovano nella chiesa del quartiere e raffigurano due storie di San Corrado (L'incendio e La gloria). Grassi lo avrei conosciuto personalmente molti anni dopo apprezzandone la pittura. È capitato proprio in questo mese di Gennaio di scrivere dei suoi affreschi che si trovano nella chiesa di Negri a Bettola, paragonandola alla Cappella Sistina!

Noi ci incontriamo oggi giorno 18, nei luoghi più prossimi alla spiritualità del Santo ed anche più suggestivi. Questo luogo, il Romitorio di Calendasco, si lega idealmente e direttamente con la grotta di fuori le mura di Noto, rappresentano un ossimoro: una distanza annullata, perché sono luoghi identitari della stessa spiritualità. La fede di San Corrado si esprime all’unisono in questi luoghi.

Oggi San Corrado è ricordato ovunque. A Noto, è annualmente celebrato il 19 febbraio, giorno del suo beato transito. Sempre attorno al 19 febbraio i Netini di Roma si ritrovano ad onorarlo nella prestigiosa basilica dei Ss. Cosma e Damiano, dove si trova il suo più antico affresco, nella cappella di S. Antonio. A Calendasco gli abitanti hanno la fortuna di poterlo onorare tutti i giorni, ogni qual volta transitano davanti a questo Romitorio.

La mia personale conoscenza con uno dei massimi studiosi e storici di San Corrado, Umberto Battini, avviene nel 2014, perché come scrissi nel mio libro NOTE 2015 partecipai al VI Convegno di studi corradiani a Calendasco, testualmente scrissi: “Sabato 20 giugno, nel salone del municipio di Calendasco ha avuto luogo il VI Convegno Nazionale di studi corradiani. Il tema: Considerazioni storiche sui luoghi, i documenti e il culto di San Corrado a Calendasco. Ricorre infatti quest’anno il V centenario dell’indulto di beatificazione del Santo avvenuta a Noto nel 1515. Corrado fu Santo per volontà popolare subito dopo la morte, quando per la Chiesa era ancora Beato. -Ci dice Battini -che già il territorio netino, per peculiare conformazione e per tradizione bizantina, era meta di molti eremiti, (come, altri parti del meridione, ad esempio nelle vicinanze di Monte San Michele sul Gargano, dove ancora continua la tradizione greco ortodossa). Non solo. Riporta il nostro storico documenti per cui nel 1296 era stato assegnato ad un nobile Landi piacentino il feudo di Curmaracchia in Val di Noto. Probabilmente Corrado ne era a conoscenza.  Il Feudo perso dai Landi venne poi richiesto tramite intercessione papale, senza nessun esito. Documentazione storica ineccepibile quella del possesso piacentino di Curmaracchia, come ineccepibile potrebbero essere i due accennati fattori determinanti nella scelta del Santo”.


Carmelo Sciascia Bruno Grassi e Umberto Battini

Questo per quanto riguarda Calendasco nel 2014, mentre in anni successivi partecipai alle cerimonie religiose in onore del Santo. Durante una di queste cerimonie donai un quadro che rappresentava un fuoco spinto dal vento in memoria dell’incendio causato da San Corrado in gioventù. L’incendio causa di disgrazie ma anche occasione di sincero pentimento fu alla base della sua futura santità. Come ebbe a scrivere William Shakespeare: “bello è brutto ed il brutto è bello” nel suo Macbeth, le azioni nefande si trasformano in occasioni di rinascita, come azioni al momento ritenute positive possano essere causa di malanni.

Nello stesso libro Note 2015 ho riportato la memorabile processione della traslazione delle reliquie del Santo. È avvenuta la domenica del 2 agosto. Il giorno precedente era stato caldissimo, un caldo torrido ed umido immobilizzava gli uomini e le cose: “tutto l’universo criato”, avrebbe detto Cammilleri, sperava in un qualche rifugio di frescura notturna. Alle tre, in piena notte, sarebbe dovuto iniziare l’evento religioso più atteso del luogo: La processione che dal Duomo si sarebbe conclusa all’eremo del Santo. Il lungo serpentone ha attraversato tutta Noto, le soste vedevano danzare i cilii (particolari ceri lavorati artigianalmente, portacandele) mentre le preghiere ed i canti si levavano dalla folla dei fedeli.

 Finalmente (forse purtroppo) la processione giunse tutta, completa degli insostituibili elementi che l’hanno composta fin dalla partenza, nella spianata della Cava antistante il Santuario. Ed è qui che dopo un’ultima danza dei cilii si diede inizio alle funzioni religiose. “Niente di straordinario, in fondo è stata solo la traslazione di un Santo, una manifestazione religiosa che avviene ogni dieci anni e che è durata tutta una notte: la notte del 2 agosto dell’anno 2015”.

Un evento cui ho collaborato direttamente con Umberto Battini è stata una mostra di documenti, editi e inediti, che riguardavano il culto del Santo. Era il 2016, la mostra era stata organizzata nei locali di Spazio d’arte in vicolo Sant’Ilario, in prossimità di Piazza Cavalli. Ancora una volta Battini si dimostrava un profondo conoscitore ed agiografo di San Corrado: la riproduzione anastatica della documentazione presente nella mostra lo testimoniava abbondantemente. Un giusto riconoscimento giungeva nel 2019 dalla città di Caravaggio, con il premio Proserpina, assegnato ad Umberto quale “cultore e studioso della Famiglia Confalonieri di Calendasco e Piacenza e tra i biografi moderni di San Corrado Confalonieri Patrono”.

Un incontro al Romitorio di Calendasco per ricordare San Corrado

San Corrado è stato un uomo del suo tempo: un ricco nobile, un peccatore, un povero frate francescano, un pellegrino, un eremita. Se ci soffermiamo un attimo capiamo presto che il suo esempio va al di là di qualsiasi epoca perché in termini moderni si può dire che è stato un curioso del mondo, un viaggiatore che nato in condizione agiata ha scelto di morire in assoluta povertà. Si sa che nascere ricchi aiuta a diventare santi, ma è anche difficile rinunciare alle comodità ed agli agi se non si è motivati da una grande forza interiore, da una forte convinzione “ideologica”. Un uomo ricco del Nord che ha scelto di morire povero al Sud. La storia spesso ama mescolare le carte. San Corrado ha saputo mescolarle bene le sue carte con l’aiuto, per chi crede, di un buon mazziere, per chi non crede, per la sua grande forza di volontà di operare con altruismo. Per uno come me che è di Racalmuto, paese ricco di miniere di salgemma, non può fare a meno di ricordare il sale. Di agire “cum salis”, saporitamente. Il sale che dà sapore e acuisce la conoscenza rende sapienti e la sapienza si sa è propria della divinità.

 



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OMAGGIO FLOREALE 2021

19 FEBBRAIO NOTO
INIZIATI I FESTEGGIAMENTI
 
Nell'attesa di immagini e del resoconto ecco una bella immagine significativa di San Corrado con ai piedi i fiori della cerimonia dell'Omaggio Floreale che precede la santa messa pontificale in cattedrale nella mattina
 
foto Valentina Veca / Portatrice dei Cilii 
 

 

ROMITORIO 2021

L'INCONTRO in una breve sintesi
 
clicca sulla riga sottostante

ARTICOLO di S. Corrado


 

ARTICOLO FEBBRAIO 2021

SUL QUOTIDIANO ILPIACENZA

leggete il pezzo al link qui sotto segnalato

ARTICOLO SAN CORRADO su ILPIACENZA


 

CALENDASCO 2021

FESTA PATRONALE
DI CALENDASCO
 

 

ARCA NOTO 2021

IL COVID NON FERMA
LA DEVOZIONE PATRONALE
 
E' arrivato il febbraio corradiano: visibile come sempre l'Arca con dentro il corpo santo di San Corrado.
In cattedrale esposta alla venerazione.
 
 

SANTUARIO 19 FEBBRAIO 2021

NEL GIORNO DEL PATRONO

AL SANTUARIO



NOTO 19 FEBBRAIO

Causa covid purtroppo le processioni sono sospese ma resta il fulcro della festa che è la Santa Messa solenne


 


EVENTO 2021 CALENDASCO

VISIBILE SENZA RESTRIZIONI PER TUTTI

sul profilo facebook di Umberto Battini
partecipano il siciliano filosofo e scrittore Carmelo Sciascia
con Bruno Grassi proprietario del Romitorio di S. Corrado
e Umberto Battini studioso del Santo Eremita 
il video rimarrà comunque per sempre visibile anche al termine della diretta web
 


ROMA 2021

I NETINI DI ROMA

La Festa a San Corrado
 

 


19 FEBBRAIO DATA STORICA

 I LUOGHI DI UN FATTO STORICO E RELIGIOSO


Per approfondire

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