LETTURE DEL BLOG N. 173.000

Devozione a Messina


PERLE DI STORIA DELLA DEVOZIONE

Sul sito www.araldosancorrado.org potete leggere un articolo storico sull'Eremo del 1661 dedicato a San Corrado nella città di Messina. Qui una volta si conservava anche un grande quadro ovale con rappresentato San Corrado nel momento della morte, vestito di un ruvido saio grigio.

In attesa del 19 febbraio 2013


ANNO nuovo


Con l'arrivo di gennaio si sente tra i devoti e fedeli profumo di patronale.
E' come un richiamo inestinguibile, mai sopito. E man mano che i giorni passano sale impetuosa la preghiera al Patrono: veloci adesso i giorni ci porteranno al giorno Principe della Santità dell'Amato Santo Corrado.
All'attesissimo 19 febbraio Dies Natalis.
Dalla Calendasco (Piacenza) fino alla città di Noto.



SANTO NATALE 2012


A tutti gli affezionati devoti e fedeli d'ogni dove nel mondo
un Augurio affettuoso di cuore
per Santissime Feste Natalizie di N. S. Gesù Cristo

intercedente sempre per la nostra santificazione
l'amato Patrono San Corrado Confalonieri eremita TOR

auguri di buon inizio 2013


clicca la scritta sotto e vedi il sito corradiano
www.araldosancorrado.org



Don SILVIO di Calendasco


Amici devoti e fedeli di San Corrado, il nostro buon arciprete parroco di Calendasco don Silvio Cavalli è stato nominato come parroco nella parrocchia di Sarmato piccolo paese non molto lontano da Calendasco.
Auguri don Silvio di buon lavoro ecclesiastico e di ministero! E grazie perchè a Calendasco ci hai aiutato nell'accrescere e sostenere il culto e la venerazione al Patrono!
Grazie don Silvio, e buona continuazione!

Gli Amici "corradiani di Calendasco"


4 ottobre 2012 - S. Francesco


Ricorre il 4 ottobre la FESTA di San Francesco e come devoti dobbiamo tenerla in grande considerazione perchè San Corrado è un Santo francescano! al 100 per 100!
Penitente e terziario. E quindi pellegrino ed eremita.
Da Siracusa ove sorge la imponente chiesa parrocchiale dedicata a San Corrado Confalonieri retta appunto dai Frati del TOR -lo stesso abito di San Corrado per intenderci! - possiamo leggere e gustare questa bellissima poesia in onore del Poverello di Assisi, opera di p. Antonio Panzica.
E mi permetto ricordare ai devoti il bellissimo Inno a San Corrado composto sempre dal p. Antonio  e musicato in maniera sublime. Buona Festa a tutti Amici Devoti!

SESTO Anniversario


E' bello e doveroso come devoti fedeli di San Corrado fare la memoria del frate del TOR francescano p. Gabriele Andreozzi. In Noto, grazie alla amicizia con mons. Salvatore Guastella diede alle stampe un volume storico sul Patrono.
Grande storico e studioso del suo Ordine, il p. Gabriele fu amico oltre che di Noto anche dei devoti di Calendasco dove per qualche anno almeno un paio di volte all'anno condivideva con noi la gioia della venerazione.
A Calendasco nel particolare posso testimoniare una riverenza ed un rispetto ed accoglienza per il padre Gabriele molto sentita e vera. Ogni sua visita era per noi una festa vera e propria perchè sapevamo che San Corrado sarebbe stato in quei giorni ancor più venerato e 'sviscerato' nella sua figura storica e spirituale.
Anche per quei devoti che han conosciuto il Frate solo come storico per mezzo dei suoi poderosi volumi è giusto che sappiano quanta passione francescana e devozione verso San Corrado metteva il nostro amico p. Gabriele.
Un suo nipote di Roma mi disse che p. Gabriele gli parlava spesso di noi devoti di Calendasco e di come lo accoglievamo sempre festosamente.
Mi disse anche che aveva da sempre una venerazione estrema per San Corrado Confalonieri e per il beato Paolo da Cropani, anch'egli frate Terziario.
In effetti ricordo bene di come me ne parlasse.
Il 5 ottobre di sei anni fa - il giorno dopo la Festa di San Francesco - padre Gabriele saliva al Cielo proprio in Assisi, nel convento del suo amatissimo Ordine francescano del TOR.
Veramente ricordiamolo nella preghiera personale perchè è già in Cielo con il Nostro Potente Patrono ad incoraggiarci nel cammino cristiano, spronati noi dalla somma venerazione del Nostro San Corrado penitente e terziario.

 Umberto Battini
Per i devoti di Calendasco (Piacenza)
e per tutti i devoti nel mondo





MEMORIA e STORIA




 Così canta ne ‘La vita e i miracoli di S. Corrado’ il netino Girolamo Pugliese (sec. XVI) nella 43ª sestina [traduzione dal siciliano]: «Volle sapere la città di Noto / qual’era di Corrado il cognome. / Si recò a Piacenza un degno sacerdote / per informarsi dai più anziani. / Risposero che era un noto cavaliere / andato via dalla città a fare vita penitente: / era un Confalonieri di Piacenza».



SITO WEB NOTO



 

E' on line il nuovissimo sito web della Società Fedeli e Portatori di San Corrado di Noto, che è un sito web molto bello, ricco di immagini e informazioni sulla Società e sul Patrono.
Complimenti!

Ricordiamo anche il sito dei Portatori dei Cilii, anch'esso a Corona della devozione corradiana a Noto.




SAN ROCCO e SAN CORRADO

Il TESTO dell'articolo apparso sul quotidiano LIBERTA' di Piacenza lunedì 6 agosto 2012
di Umberto Battini
    Studioso di S. Corrado (Piacenza-Calendasco)



 


SAN ROCCO e SAN CORRADO
Incontro in terra piacentina


Essendo molto sentita la festa di S. Rocco dai piacentini, proprio nel periodo agostano che segna la ricorrenza, vorrei proporre all’attenzione degli amici soprattutto sarmatesi questa riflessione storica basata sul documento dell’antica visita apostolica alla chiesa di Calendasco effettuata dal Vescovo mons. Giovan Battista Castelli il 16 dicembre 1579.
Già il fatto che San Rocco sia inscritto nel Calendario e Ufficio Liturgico del Terzo Ordine Francescano - oppure Regolare (TOR) che dir si voglia - era stata per me una scoperta importante! Infatti questo santo, veneratissimo nel Piacentino, secondo la Tradizione è appena successivo nei suoi accadimenti di vita, a San Corrado, ed anzi per certi anni, la loro vita si intreccia nel piacentino: intendo quando il nostro santo Corrado già era ritirato nel romitorio di Calendasco del 'gorgolare' (appresso al mulino), con la comunità retta dal superiore frate Aristide.
 Il prezioso Registro originale è in Archivio della Curia di Piacenza e in microfilm presso l’Archivio di Stato di Piacenza. Per sviluppare questa intrigante ipotesi di un possibile incontro tra i due Santi Penitenti Rocco e Corrado mi servirò oltre che del citato atto anche dello studio storico rocchiano del Diedo e d’altri suoi estimatori.
Lo spunto mi è dato da questa parte del manoscritto: “In predecto territorio de Calendasco” sottoposto alla chiesa parrocchiale è “oratorium nuncupatum sub vocabulum Sancti Rochi posito in loco arene” ove risiede il Signor Rizzolo ed è “in territorio diciti loci Calendaschi ed quo est profanatum et nihil habet in bonis, et non habet aliqua paramenta...”.
Dalla carta deduciamo che il culto a San Rocco era esistente: santo penitente terziario, venerato principalmente contro la peste e anche assurto a protettore dei pellegrini e ascritto ufficialmente nel Registro dei Santi del Terzo Ordine Francescano. La località di Arena, ancor oggi abitata è sulla “strata romea” cioè la via Francigena che dirige a Calendasco ed al porto del Po.
L’oratorio in Arena nel 1579 è ormai desueto e profanato, cioè non più in uso, questo significa che doveva avere un’antica fondazione e quindi abbastanza remoto risalente alla prima divulgazione del culto rocchiano in terra piacentina, come appunto fu in Sarmato e nella stessa Piacenza.
Possiamo con certezza affermare che un tempo, cioè prima della profanazione o più semplicemente dell’abbandono, fosse dotato di propri arredi e paramenti per la sacra liturgia ed anche adorno di pitture al Santo Rocco.
Purtroppo oggi dell’oratorio si è persa completa memoria e non è desumibile sapere ove fosse la sua costruzione lungo la strada nel luogo di Arena e anzi si crede certamente abbattuto nel tempo proprio perché diroccato.
Certezza vuole però che questo oratorio dedicato a San Rocco sorgesse al ridosso della strada principale diretta al borgo sul Po: ancora oggi questa piccola frazione sorge lungo l’asse viario principale ed è segnalata già come frazione, nominata quale Arena, in mappe del tardo 1500 ed in carte notarili molto più antiche che indicano terre e possedimenti in Arena territorio di Calendasco.
E' storicamente certo che i Terziari ospedalieri - quali in Calendasco - di cui anche s. Rocco è un 'infermiere itinerante' (così lo definiscono gli storici per il fatto che itinera da ospitio in ospitio proprio al servizio degli infermi), sono con quelli viventi nei romitori, i primi 'congregati' per una risoluzione alla Regolarità dei Terziari, e il "romitorio" di Calendasco è tra i 'fondanti'.
Dicevo di San Rocco: ebbene scopro che Studi eminenti, quali quello di mons. Fusaro, ci donano riferimenti storico-critici molto interessanti, in sintesi:
-lo storico Diedo dice s. Rocco nato nel 1295 e morto nel 1327
-un altro studio ci informa che fino ad argomenti più decisivi le date cui attenersi circa la vira rocchiana sono quelli forniti dal Diedo e non il 1345-1377 come alcuni ipotizzano.
-il Maurino propende per le date ultime mentre p. Filippo da Bergamo e il domenicano Maldura sono per la data prima
-monsignor Ceroni Professore del Pontifico Seminario Vaticano sostiene le date tradizionali 1295-1327.
Se le date prime fossero confermate (ne le prime ne le ultime lo sono con certezza ma aperte a studio e ipotesi) vediamo una coincidenza piena con l'epoca del piacentino San Corrado.
Ovvio che l'incertezza sulle date del santo Rocco non ci spinge oltre, di storico rimane la permanenza nel piacentino, presso il territorio di Sarmato, e che era penitente terziario anche se questo aspetto viene raramente messo in luce non ostante sia bianco su nero e nell’immaginario comune San Rocco rimane un anonimo laico che visse cristianamente: così non è, aveva un ideale che lo spronava, molto diffuso in quegli anni come documentano le Fonti, ed era appunto l’ideale terziario penitenziale francescano.
Stando alle date di vita di San Rocco fornite dagli studi del Diedo è logico e probabile pensare anche 'storicamente' di un incontro tra i due santi citati.
Scrive il p. Fredegando da Anversa autorevole storico:
"... A misura che crescevano la vita spirituale e l'operosità pubblica dei Terziari aumentava anche il loro attaccamento reciproco e si moltiplicavano le loro adunanze (vedi il grandioso Capitolo di Piacenza del 1280). In molti luoghi essi aprirono degli ospedali e degli ospizi per i poveri e pellegrini, dove necessariamente alcuni fratelli dovevano prendere dimora..."
Comunque il fatto notevole è che i due Santi hanno lo stesso ordine terziario: san Rocco come pellegrino-infermiere e san Corrado Confalonieri penitente-romita.
Nelle piccole curiosità storiche a volte si nascondono grandi illuminazioni, San Rocco e S. Corrado alla fine li scopriamo degnamente riscoperti e venerati nella loro Piacenza.

Umberto Battini




Agosto 2012 - l'attesa di Noto



Per approfondire

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  • San Corrado Confalonieri è stato un penitente, terziario francescano, vissuto da eremita in Noto, nella Valle dei Tre Pizzoni dentro ad una grotta