LETTURE DEL BLOG N. 204.000

RELAZIONE DA LEGGERE

IL TESTO CULTURALE STORICO
CORRADIANO DI CARMELO SCIASCIA
Scrittore siculo devoto e fine uomo di cultura 
presente al Romitorio di Calendasco
 
Giovedì 18 febbraio 2021 nella Vigilia della Festa Solenne di S. Corrado Confalonieri Patrono di Noto e di Calendasco si è tenuto un incontro trasmesso su facebook ma ancora visibile per tutti, ed ecco che pubblichiamo il testo della breve ma lucida relazione di Carmelo Sciascia.
Romitorio di S. Corrado di Calendasco
Un incontro al Romitorio di Calendasco per ricordare San Corrado

Di seguito si riporta l’intervento di Carmelo Sciascia

“Avevo 25 anni…

Gennaio 1978 mio primo lavoro in val Seriana Scuola media di Leffe. Il primo incontro con S. Corrado a Gandino con il professore Corrado Perricone, fedele devoto che mi parlò di Noto e di San Corrado. Negli anni 80 sono andato spesso a Noto perché mio cognato Gianni ha sposato una notina E lì visitai oltre alla cattedrale barocca tutti gli altri luoghi corradiani. Mi documentai sul Santo, meravigliandomi della sua poca popolarità proprio a Piacenza. Dopo ne compresi i motivi storici che continuavano a perpetuarsi nei riguardi della famiglia Confalonieri.Giovan Luigi Confalonieri nel 1547 partendo dal suo castello di Calendasco, partecipò a Piacenza all’uccisione del figlio di papa Paolo III cioè Pierluigi Farnese che era Duca e governava. Il castello di Calendasco passò poi alla Camera Ducale ed acquistato da Zanardi-Landi. Per questo i Farnesi non permisero il culto a Calendasco di S. Corrado Confalonieri”.   Una damnatio memoriae.

Il decreto di costituzione della parrocchia di San Corrado a Piacenza è del 4 novembre 1976, anno della mia laurea conseguita a Palermo, mentre l’inizio della costruzione risale al 1973 come delegazione vescovile. La chiesa viene ampliata nel 1986 nell’aspetto architettonico che noi adesso vediamo e consacrata successivamente nel 1989. Continuai ad andare a Noto con una certa assiduità fino al 2004 perché mia suocera ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in una casa protetta proprio a San Corrado fuori le mura, in prossimità della grotta dove sorge il Santuario di Corrado. A Piacenza, negli anni Novanta, ho abitato in una zona vicino al quartiere Duemila e mio figlio Alessandro nell’infanzia ha giocato nella società sportiva San Corrado per diversi anni.

Proprio in quell’occasione ho conosciuto Bruno Grassi, non personalmente ma per i due suoi quadri che si trovano nella chiesa del quartiere e raffigurano due storie di San Corrado (L'incendio e La gloria). Grassi lo avrei conosciuto personalmente molti anni dopo apprezzandone la pittura. È capitato proprio in questo mese di Gennaio di scrivere dei suoi affreschi che si trovano nella chiesa di Negri a Bettola, paragonandola alla Cappella Sistina!

Noi ci incontriamo oggi giorno 18, nei luoghi più prossimi alla spiritualità del Santo ed anche più suggestivi. Questo luogo, il Romitorio di Calendasco, si lega idealmente e direttamente con la grotta di fuori le mura di Noto, rappresentano un ossimoro: una distanza annullata, perché sono luoghi identitari della stessa spiritualità. La fede di San Corrado si esprime all’unisono in questi luoghi.

Oggi San Corrado è ricordato ovunque. A Noto, è annualmente celebrato il 19 febbraio, giorno del suo beato transito. Sempre attorno al 19 febbraio i Netini di Roma si ritrovano ad onorarlo nella prestigiosa basilica dei Ss. Cosma e Damiano, dove si trova il suo più antico affresco, nella cappella di S. Antonio. A Calendasco gli abitanti hanno la fortuna di poterlo onorare tutti i giorni, ogni qual volta transitano davanti a questo Romitorio.

La mia personale conoscenza con uno dei massimi studiosi e storici di San Corrado, Umberto Battini, avviene nel 2014, perché come scrissi nel mio libro NOTE 2015 partecipai al VI Convegno di studi corradiani a Calendasco, testualmente scrissi: “Sabato 20 giugno, nel salone del municipio di Calendasco ha avuto luogo il VI Convegno Nazionale di studi corradiani. Il tema: Considerazioni storiche sui luoghi, i documenti e il culto di San Corrado a Calendasco. Ricorre infatti quest’anno il V centenario dell’indulto di beatificazione del Santo avvenuta a Noto nel 1515. Corrado fu Santo per volontà popolare subito dopo la morte, quando per la Chiesa era ancora Beato. -Ci dice Battini -che già il territorio netino, per peculiare conformazione e per tradizione bizantina, era meta di molti eremiti, (come, altri parti del meridione, ad esempio nelle vicinanze di Monte San Michele sul Gargano, dove ancora continua la tradizione greco ortodossa). Non solo. Riporta il nostro storico documenti per cui nel 1296 era stato assegnato ad un nobile Landi piacentino il feudo di Curmaracchia in Val di Noto. Probabilmente Corrado ne era a conoscenza.  Il Feudo perso dai Landi venne poi richiesto tramite intercessione papale, senza nessun esito. Documentazione storica ineccepibile quella del possesso piacentino di Curmaracchia, come ineccepibile potrebbero essere i due accennati fattori determinanti nella scelta del Santo”.


Carmelo Sciascia Bruno Grassi e Umberto Battini

Questo per quanto riguarda Calendasco nel 2014, mentre in anni successivi partecipai alle cerimonie religiose in onore del Santo. Durante una di queste cerimonie donai un quadro che rappresentava un fuoco spinto dal vento in memoria dell’incendio causato da San Corrado in gioventù. L’incendio causa di disgrazie ma anche occasione di sincero pentimento fu alla base della sua futura santità. Come ebbe a scrivere William Shakespeare: “bello è brutto ed il brutto è bello” nel suo Macbeth, le azioni nefande si trasformano in occasioni di rinascita, come azioni al momento ritenute positive possano essere causa di malanni.

Nello stesso libro Note 2015 ho riportato la memorabile processione della traslazione delle reliquie del Santo. È avvenuta la domenica del 2 agosto. Il giorno precedente era stato caldissimo, un caldo torrido ed umido immobilizzava gli uomini e le cose: “tutto l’universo criato”, avrebbe detto Cammilleri, sperava in un qualche rifugio di frescura notturna. Alle tre, in piena notte, sarebbe dovuto iniziare l’evento religioso più atteso del luogo: La processione che dal Duomo si sarebbe conclusa all’eremo del Santo. Il lungo serpentone ha attraversato tutta Noto, le soste vedevano danzare i cilii (particolari ceri lavorati artigianalmente, portacandele) mentre le preghiere ed i canti si levavano dalla folla dei fedeli.

 Finalmente (forse purtroppo) la processione giunse tutta, completa degli insostituibili elementi che l’hanno composta fin dalla partenza, nella spianata della Cava antistante il Santuario. Ed è qui che dopo un’ultima danza dei cilii si diede inizio alle funzioni religiose. “Niente di straordinario, in fondo è stata solo la traslazione di un Santo, una manifestazione religiosa che avviene ogni dieci anni e che è durata tutta una notte: la notte del 2 agosto dell’anno 2015”.

Un evento cui ho collaborato direttamente con Umberto Battini è stata una mostra di documenti, editi e inediti, che riguardavano il culto del Santo. Era il 2016, la mostra era stata organizzata nei locali di Spazio d’arte in vicolo Sant’Ilario, in prossimità di Piazza Cavalli. Ancora una volta Battini si dimostrava un profondo conoscitore ed agiografo di San Corrado: la riproduzione anastatica della documentazione presente nella mostra lo testimoniava abbondantemente. Un giusto riconoscimento giungeva nel 2019 dalla città di Caravaggio, con il premio Proserpina, assegnato ad Umberto quale “cultore e studioso della Famiglia Confalonieri di Calendasco e Piacenza e tra i biografi moderni di San Corrado Confalonieri Patrono”.

Un incontro al Romitorio di Calendasco per ricordare San Corrado

San Corrado è stato un uomo del suo tempo: un ricco nobile, un peccatore, un povero frate francescano, un pellegrino, un eremita. Se ci soffermiamo un attimo capiamo presto che il suo esempio va al di là di qualsiasi epoca perché in termini moderni si può dire che è stato un curioso del mondo, un viaggiatore che nato in condizione agiata ha scelto di morire in assoluta povertà. Si sa che nascere ricchi aiuta a diventare santi, ma è anche difficile rinunciare alle comodità ed agli agi se non si è motivati da una grande forza interiore, da una forte convinzione “ideologica”. Un uomo ricco del Nord che ha scelto di morire povero al Sud. La storia spesso ama mescolare le carte. San Corrado ha saputo mescolarle bene le sue carte con l’aiuto, per chi crede, di un buon mazziere, per chi non crede, per la sua grande forza di volontà di operare con altruismo. Per uno come me che è di Racalmuto, paese ricco di miniere di salgemma, non può fare a meno di ricordare il sale. Di agire “cum salis”, saporitamente. Il sale che dà sapore e acuisce la conoscenza rende sapienti e la sapienza si sa è propria della divinità.

 



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OMAGGIO FLOREALE 2021

19 FEBBRAIO NOTO
INIZIATI I FESTEGGIAMENTI
 
Nell'attesa di immagini e del resoconto ecco una bella immagine significativa di San Corrado con ai piedi i fiori della cerimonia dell'Omaggio Floreale che precede la santa messa pontificale in cattedrale nella mattina
 
foto Valentina Veca / Portatrice dei Cilii 
 

 

ROMITORIO 2021

L'INCONTRO in una breve sintesi
 
clicca sulla riga sottostante

ARTICOLO di S. Corrado


 

ARTICOLO FEBBRAIO 2021

SUL QUOTIDIANO ILPIACENZA

leggete il pezzo al link qui sotto segnalato

ARTICOLO SAN CORRADO su ILPIACENZA


 

CALENDASCO 2021

FESTA PATRONALE
DI CALENDASCO
 

 

ARCA NOTO 2021

IL COVID NON FERMA
LA DEVOZIONE PATRONALE
 
E' arrivato il febbraio corradiano: visibile come sempre l'Arca con dentro il corpo santo di San Corrado.
In cattedrale esposta alla venerazione.
 
 

SANTUARIO 19 FEBBRAIO 2021

NEL GIORNO DEL PATRONO

AL SANTUARIO



NOTO 19 FEBBRAIO

Causa covid purtroppo le processioni sono sospese ma resta il fulcro della festa che è la Santa Messa solenne


 


EVENTO 2021 CALENDASCO

VISIBILE SENZA RESTRIZIONI PER TUTTI

sul profilo facebook di Umberto Battini
partecipano il siciliano filosofo e scrittore Carmelo Sciascia
con Bruno Grassi proprietario del Romitorio di S. Corrado
e Umberto Battini studioso del Santo Eremita 
il video rimarrà comunque per sempre visibile anche al termine della diretta web
 


ROMA 2021

I NETINI DI ROMA

La Festa a San Corrado
 

 


19 FEBBRAIO DATA STORICA

 I LUOGHI DI UN FATTO STORICO E RELIGIOSO


FESTA 19 FEBBRAIO 2021

IN QUESTO ANNO PARTICOLARE
LA SOLENNE FESTA 
DEL 19 FEBBRAIO 2021 

Nonostante il covid19 SAN CORRADO CONFALONIERI anche in questo anno si festeggerà con riti solenni.
Come ben sappiamo il PATRONO vedrà festeggiamenti in varie parti d'ITALIA ma anche di altri luoghi, quale ad esempio in Canada a Toronto.
Purtroppo restano sospese le processioni e assembramenti. 

inviate il programma aggiornato per tenere una bella statistica storica
mandatelo alla mail umbertobattini@gmail.com
 
FESTA SAN CORRADO
PATRONO DI NOTO
19 FEBBRAIO 2021 venerdì OMAGGIO FLOREALE ALLA STATUA E SANTA MESSA
28 FEBBRAIO domenica OTTAVA con SANTA MESSA
ovviamente Sante Messe anche in SANTUARIO a S. Corrado fuori le mura in Noto
 
FESTA SOLENNE A CALENDASCO
Patrono del borgo da oltre 400 anni 

FESTA SOLENNE AD AVOLA
Protettore della Città

FESTA SOLENNE A SIRACUSA
Parrocchia e chiesa di S. Corrado

FESTA SOLENNE A PACHINO
 
FESTA SOLENNE A ROMA
 
FESTA SOLENNE A PIACENZA
 
FESTA SOLENNE A TORONTO in Canada
 










PACHINO Chiesa S. Corrado


RICORDO DEL 2020

UNA GIORNATA SPECIALE
PIENA DI DEVOZIONE
Roma 15 febbraio 2020
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




Per approfondire

  • visita www.araldosancorrado.org
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  • L'Araldo di San Corrado è il Collegamento Devozionale Italiano dei Devoti e Fedeli del Santo piacentino morto a Noto il 19 febbraio 1351 e nato in Calendasco (Piacenza) nel 1290
  • San Corrado Confalonieri è stato un penitente, terziario francescano, vissuto da eremita in Noto, nella Valle dei Tre Pizzoni dentro ad una grotta