LETTURE DEL BLOG N. 194.000

STORIA BREVE


* Dalla “Bibliotheca Sanctorum”
 Istituto Giovanni XXIII, Roma 1987, vol. IV pp. 212-213

Corrado Confalonieri di Piacenza
Patrono di Noto, santo

Nato nel 1290 (meno probabile la data del 1284), si dedicò alle armi; nel 1313, durante una partita di caccia, ordinò di appiccare il fuoco per snidare la selvaggina. Le fiamme, levatesi alte, devastarono messi e casolari, di cui i proprietari reclamarono il risarcimento. Il governatore di Piacenza, Galeazzo Visconti, fece condannare a morte un uomo, trovato sul luogo, di nulla colpevole; Corrado allora si presentò spontaneamente e confessò quanto gli era accaduto, dicendosi pronto a riparare i danni, come fece, riducendosi in povertà. Dopo ciò, la sua sposa Eufrosina entrò nel monastero francescano di S. Chiara a Piacenza, mentre egli scelse il Terz’Ordine francescano di Calendasco (1315). In cerca di solitudine, dopo aver peregrinato a Roma e in altri luoghi, nel 1343 si diresse a Noto in Sicilia, dove abitò prima nelle celle della chiesa del Ss. Crocifisso, poi, infastidito dalle frequenti visite, nella solitaria grotta dei Pizzoni, che il popolo chiamerà poi col suo nome. Morì il 19 febbraio 1351 e fu sepolto nella chiesa di S. Nicolò. Dopo la ricognizione canonica del 1485, il suo corpo venne collocato in un’arca d’argento.
Il culto fu confermato il 12 luglio 1515 per la diocesi di Siracusa, esteso il 30 novembre 1544 a tutta la Sicilia. Il 12 settembre 1625 Urbano VIII concesse l’ufficio e la Messa propria agli Ordini Francescani..
Il 19 maggio 1844 la chiesa di S. Nicolò divenne cattedrale della nuova diocesi di Noto; nel 1751 nel sacro romitorio era sorta la chiesa a custodia della s. grotta.; chiesa eretta a parrocchia nel 1925.


Enrico Sigona

Calendasco 2012


Sabato 26 maggio a Calendasco di Piacenza


Grande festa. Con i ragazzi e i bambini della scuola del paese.

Gemellaggio 2012

Come Fedeli e Devoti piacentini ci chiediamo se però l'organizzazione
cittadina-curiale ha coinvolto le varie realtà.
Stiamo alla finestra ed attendiamo.
L'unione e l'amore verso il Patrono dovrebbe unire indistintamente!
A tempo debito le conclusioni intanto con sincero fervore
ci affidiamo al Nostro Comune amato Santo Eremita.

 S. Corrado Celeste Patrono, prega per noi

LUOGHI




scrivete, inviate per pubblicare qui, quando e come volete

penitente@alice.it
 
 
 


NEWS N O T O


Partecipiamo tutti con il cuore di devoti da ogni parte d'Italia a questo
bellissimo evento culturale.

Maggio 2012

Cartolina da NOTO

CALENDASCO 19 febbraio




PATRONALE di SAN CORRADO
domenica 19 febbraio 2012

Grandiosa cerimonia liturgica a Calendasco per la Patronale. Da ormai 400 anni il paesello sul fiume Po, non molto lungi da Piacenza, festeggia l'Eremita che qui nacque nel 1290.
Feudatario di Calendasco, dopo la faccenda dell'incendio del 1315, S. Corrado si ritirò con i frati penitenti del terz'ordine francescano che erano al servizio nell'ospito e eremitorio di Calendasco.





Don Silvio Cavalli arciprete di Calendasco incensa la Reliquia




ARTICOLO di PIACENZA 2012

Un articolo apparso sul quotidiano LIBERTA' di Piacenza

Potete leggerlo direttamente sul sito web www.araldosancorrado.org

ARISTIDE



Prima Comunità di Terziari
appresso al “gorgolare” in Calendasco
Per comprendere gli eventi pre-corradiani in terra piacentina

di Umberto Battini
Piacenza

Aristide frate e superiore di San Corrado

Nel libro dello storico Raffaele Pazzelli “Il Terz’Ordine Regolare di San Francesco attraverso i secoli”, edito in Roma nel 1958, reperiamo fondamentali dati storici, che oltre a servire per questa breve sintesi, si presteranno per la relazione che segue.
La comunità in Calendasco di Terziari in abito eremitico composta di pochi religiosi con a capo il frate Aristide, come ogni comunità terziaria, oltre a non essere molto appariscente era anche giuridicamente indipende, con una unione con le altre comunità terziarie “amico foedere”, cioè legame di mutua assistenza.
Questa mancanza di unità causava evidentemente una minore appariscenza esteriore del fenomeno della vita comune tra i Terziari, per cui fu facile che fosse trascurato nelle cronache del tempo, ed in effetti il primo storico che ricercò e rinvenne parecchi documenti dei primi tempi dell’Ordine, il De Sillis, ci fornisce ragione della mancanza di documenti nei più antichi Conventi Terziari.
Il De Sillis nel libro del 1621 sui Terziari di S. Francesco o Penitenti dice chiaramente sul fatto della esistenza e smarrimento dei documenti che fu:
“...a causa dell’umile genere di vita dei nostri Padri;, non avendo grandi monasteri, ma per lo più eremi o piccole abitazioni all’ombra di Ospedali o di Chiese, non possedevano archivi, nè si preoccupavano di questo ma solo di vivere santamente, nella carità verso Dio e il prossimo.”
Anche Fredregando da Anversa dice che i Terziari:
In molti luoghi essi aprirono degli ospedali e degli ospizi peri poveri e pellegrini, dove necessariamente alcuni fratelli dovevano prendere dimora”.
Del frate Aristide tratta ampiamente uno storico di alcuni secoli fa il cosiddetto ‘Anonimo di Montefalco’ in Umbria. Lo scritto dell’Anonimo è stato rinvenuto da altro grande storico del Terzo Ordine il p. Gabriele Andreozzi, vedasi in Analecta TOR dello stesso Andreozzi “S. Rocco in Montefalco, la Porziuncola del Terz’Ordine Regolare” ed è ricco di dati a noi utili, che in altro studio presenteremo ai devoti e appassionati di storia. Resta importante la questione che già parechi secoli fa, in Umbria lontano centinaia di chilometri da Calendasco, uno storico rimasto ‘Anonimo’ abbia saputo tramandare del Frate Aristide chiamato a Montefalco da Calendasco a presiedere la costruzione del Convento di S. Rocco delle monache Terziarie.
Il Pazzelli nel già ricordato volume ci informa chiaramente che:
Il terzo luogo di cui ci è stata tramandata memoria è il Convento-eremitaggio di Calendasco presso Piacenza. Sin dal 1280-1290 esisteva qui una Comunità di eremiti, sotto l’obbedienza di Frate Aristide, lo stesso che nel 1290 venne a Montefalco a trovare la Beata Chiara ed in tale occasione ricevé la donazione dei Sigg. Bennati di cui si è detto. Dopo la costruzione di quel Convento lasciò a Montefalco alcuni suoi Frati e ritornò a reggere la sua Comunità nel Piacentino. Qui nel 1315 ricevé nell’Ordine un nobile piacentino, Corrado Confalonieri, predicendogli che sarebbe diventato un grande santo”.

Umberto Battini

21 gennaio 2012

AUGURI
a mons. Salvatore Guastella
che compie 90 anni!
Da tutti noi devoti e fedeli di S. Corrado
un calorosissimo augurio per tutto quello
che negli anni ha saputo donarci
circa la devozione verso l'amato Patrono.
Grazie del suo servizio di sacerdote e di studioso insigne!

Gli Amici devoti di
Calendasco di Piacenza, Siracusa, Roma
ed ovviamente Noto.

NELLA bella ATTESA


venerata reliquia di San Corrado, conservata a Calendasco (Piacenza)


ricordate anche di vedere il sito www.araldosancorrado.org

NESSUN MONOPOLIO

Il Collegamento Devozionale Italiano San Corrado Confalonieri
afferma che il PATRONO San Corrado è di TUTTO il POPOLO NETINO e di tutti i devoti e fedeli sparsi nel mondo!
Non esiste una NOTO mai calpestata dai passi del SANTO! Era ed è e sarà il SANTO di TUTTI.
Il Santo Corrado era amato in ogni vicolo della Noto del suo tempo. Non c'era un pezzo di Città Ingegnosa che non fosse amata e "camminata" dal grande Eremita piacentino!

San Corrado è il Santo del POPOLO TUTTO di Noto.
E di tutti i devoti sparsi nel mondo!

www.araldosancorrado.org

AGOSTO netino 2011

Domenica 28 agosto Pontificale e Processione
N O T O


Nel sito Ufficiale
www.araldosancorrado.org
sono pubblicate le foto di VITTORIO CALTABIANO
e un articolo di TIZIANO FERMI - Piacenza



Per approfondire

  • visita www.araldosancorrado.org
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  • San Corrado Confalonieri è stato un penitente, terziario francescano, vissuto da eremita in Noto, nella Valle dei Tre Pizzoni dentro ad una grotta