LETTURE DEL BLOG N. 156.220

SAN CORRADO

UNA STUPENDA IMMAGINE
DA INCORNICIARE
IL PATRONO DI NOTO E CALENDASCO
I due luoghi principe della sua Storia umana e di santità
 

 

VITA DI SAN CORRADO

ECCO ALCUNE IMMAGINI 
CHE RICOSTRUISCONO LA VITA 
DI SAN CORRADO CONFALONIERI
Ottenute con Intelligenza Artificiale 

 

DONO DEL CILIO 2015

ANNIVERSARIO STORICO
TRA CALENDASCO E NOTO

Un evento che resterà nella storia del culto
a San Corrado Confalonieri
 

 

ALCUNI EPISODI ACCADUTI NEL PIACENTINO

questo articolo storico è tratto dal quotidiano ILPIACENZA.it del 19 febbraio 2023
 

DAL CASTELLO ALLA GROTTA

LA VITA DI SAN CORRADO

 

E' stato un uomo segnato fin dalla prima gioventù di una sventura cruciale
che darà una svolta inaspettata a tutta la sua vita 
 
 
di Umberto Battini
    storico di S. Corrado 
 

E’ citato come un “santo da neve” nella tradizione popolare piacentina, per il fatto che la festa ricade in pieno febbraio esattamente il giorno 19. E’ stato un uomo segnato fin dalla prima gioventù di una sventura cruciale che darà una svolta inaspettata a tutta la sua vita. 

E’ interessante e curiosissima la vicenda di S. Corrado Confalonieri: sposato vent’enne con Giovannina Vistarini di Lodi (nelle agiografie antiche è detta Eufrosina) ma già dalle ricerche d’archivio fatte nel 1611 qui a Piacenza si rintracciò appunto nel monastero di Santa Chiara di Piacenza una “Joanna Confanonerii” ancora vivente nel 1351 e che si riteneva “potesse esser senza nulla in contrario la sposa” di Corrado.

Le ricerche contemporanee sulle pergamene notarili in Archivio di Stato a Piacenza confermano in pieno questo dato: c’è eccome, segnalata tra le monache, anche questa “Joannina” e che ipotizziamo poi trascritto come Eufrosina, ma questo rimane un dato secondario che non inficia la storia umana del Santo piacentino.

I Confalonieri erano una famiglia di militi vescovili, importanti e considerati: negli anni del medioevo avevano un privilegio, conservato per secoli: dalle “Informattioni” inviate a Noto dai Giurati di Piacenza nel 1611 apprendiamo che “il più anziano della stirpe” accompagnava l’ingresso del nuovo vescovo cittadino accogliendolo su di una “chinea bianca”.

Il feudo più importante che avevano era quello di Calendasco, poco lontano dalla città, vicino al Grande Fiume, con terre floride, boschi e vigneti, tanto che abbiamo potuto leggere in carte d’archivio del XVI secolo far cambio di terre con il parroco di Calendasco: cedono terre coltive vicino al paese e si prendono le terre parrocchiali gerbide, sortumose e soggette a inondazione nella zona “Raganella”.

 

Corrado nasce in quel castello nel 1290 ma nel 1315 - felicemente sposato ma ancora senza prole - durante una battuta di caccia causa un incendio, per motivo futile, stanare la selvaggina tra i rovi per il gusto dall’alto del suo cavallo, di poter scagliare la freccia fatale.

L’incendio devasta, brucia stalle, piccoli casamenti, probabilmente c’è qualche vittima: a Piacenza comanda il ghibellino Galeazzo Visconti di Milano, che sospetta un attentato al suo potere: gli sgherri per quietare il Visconti catturano un povero contadino. La faccenda sembra risolta, non è un attentato ma solo un incendio dovuto a incompetenza, e la forca attende l’innocente. Intanto il giovane Corrado si tormenta, al sicuro nel maniero del padre lì a Calendasco, dove nessuno andrebbe a rendergli conto, ma la coscienza e il buon consiglio della consorte lo portano a presentarsi nella cittadella viscontea di Piacenza, residenza di Galeazzo e confessa.

La legge di quel medioevo, prevedeva per gli “incendiariorum” la certa pena di morte, ma per un nobile lo “Statuto civitate Placentiae” prevedeva “solo” il pagamento del danno e così avviene.

Corrado subisce la dannazione della memoria dalla famiglia: gli viene data la sua parte d’eredità, paga e si ritrova abbandonato, solo con la moglie, anch’essa caduta in disgrazia con quel gesto insano. I Confalonieri però, resteranno i feudatari di Calendasco per ben tutto il XVI secolo, fino a che “migreranno” a Milano dopo il 1586 forzatamente dopo l’infausto fatto della congiura ed uccisione del 10 settembre 1547, di Pierluigi Farnese figlio di papa Paolo III. Giovan Luigi Confalonieri feudatario di Calendasco è tra i quattro fautori, e quel gesto costerà caro ancora una volta anche a San Corrado, infatti il culto per circa 50 anni sarà proibito nel feudo calendaschese e in tutto il piacentino.


Fatto è che quindi, ormai ridotto in miseria, Corrado si dà alla religione: la moglie tra le suore clarisse in Piacenza e lui tra i laici penitenti francescani nel piccolo ospedale romitorio francigeno poco discosto da Calendasco, detto dagli antichi “del gorgolare” per il fatto del canale del mulino lì davanti dove rumoreggiavano le acque.

Lo accoglie frate Aristide, che reggeva questa piccola comunità francescana laica, dire che la terra piacentina sia stata luogo d’elezione di questo “terz’ordine” lo abbiamo dedotto anche dalla documentazione storica: a Piacenza nel 1280 si tenne un grande Capitolo generale di tutti questi uomini del nord Italia e questo è indicativo di come qui quest’ideale avesse attecchito seriamente.

Dopo circa otto anni se ne parte, pellegrino, frate laico teriziario, diretto a Roma e poi da Brindisi si imbarca per la Terra Santa, dopo un lungo periodo ritorna passando per Malta e da lì poi sbarca a Messina. Finalmente si incammina verso la Sicilia orientale e giunto nella città di Noto si ferma accolto nell’ospitale di San Martino e vive per certo tempo alle Celle presso il castello: ma questa volta gli tocca vivere nei sottofondi delle mura, non è più il figlio del nobile Confalonieri padrone del castello di Calendasco.

Ma dopo certo tempo decide di vivere in una spartanissima grotta nella rocciosa valle dei tre Pizzoni, discosta da Noto antica, e fino alla sua morte, avvenuta il 19 febbraio del 1351 vive da eremita penitente ed in santità conclamata. Compie già in vita tanti miracoli: principalmente guarisce bambini e, fatto strabiliante, fa comparire dal “nulla” piccoli pani caldi e fragranti che dona ai visitatori. Non ultimo ne è testimone certo, anche storicamente, il vescovo di Siracusa, che allibito, può gustare di quel pane angelico e “misterioso”.

Alla morte è accalmato santo a furor di popolo, Corrado il Santo del pane caldo, l’eremita mite e coraggioso, venuto da lontano, da una terra alle porte di Piacenza, da un piccolo borgo adagiato sulle sponde del fiume Po chiamato Calendasco, ma lo dedurrà con ricerche il vescovo di Piacenza solo nel 1617.

Dalla vita agiata di castellano, riverito e acclamato, a quella rude e semplice di eremita, bisognoso di tutto, lontano dalla patria natia, dagli affetti, maturato nella fede e nell’affidamento alla religione cristiana: dal castello alla grotta, dalla vita penitente e dimenticata alla memoria che spetta alla Gloria dei Cieli.

E dopo secoli il suo ricordo è ancora vivo a Noto, città d’adozione dove il Santo corpo riposa, mentre a Calendasco il suo Patronato secolare lo si intuisce anche da quelle mura di mattone rosso del grande castello, che accarezzano sul fianco la chiesa parrocchiale, molto antica e ricca delle sue effigi, di venerate reliquie insigni.

Umberto Battini

articolo apparso sul quotidano ILPIACENZA.it del 19 febbraio 2023

 

SAN CORRADO A ROSOLINI

L'ARCA DEL PATRONO
A ROSOLINI NEI GIORNI
2 E 3 SETTEMBRE 

 

PROCESSIONE DOMENICA 31 AGOSTO

PELLEGRINAGGIO NOTTURNO A NOTO
DEI DEVOTI DI SAN CORRADO
PROVENIENTI DA PACHINO E ROSOLINI
DOMENICA 31 AGOSTO LA PROCESSIONE
CON L'ARCA A NOTO
 
Nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 agosto pellegrinaggio
dei Pellegrini devoti di Pachino
saranno accolti dai Portatori di San Corrado 
 
Nella notte tra sabato 30 agosto e domenica 31 agosto
pellegrinaggio dei Pellegrini devoti di Rosolini
saranno accolti dai Portatori dei Cilii 
 
Domenica 31 agosto le sacre Cerimonie al mattino ed al
pomeriggio la grande Processione cittadina con l'Arca
 

 

ARCA DI S. CORRADO AD AVOLA

IN OCCASIONE DELLA XXV TRASLAZIONE
 

 

DALL'EREMO ALLA CATTEDRALE

XXV TRASLAZIONE
DI SAN CORRADO A NOTO
SABATO 9 AGOSTO 2025
IL RITORNO DELL'ARCA
 
La Processione è partita dall'Eremo Santuario
alle ore 19 della sera
 
Alcune belle immagini dovute alla cortesia
di un Devoto di San Corrado per tutti coloro
che Amano il Santo Patrono 

 

IMMAGINI AGOSTO 2025

L'ARCA NELLA GROTTA
VEGLIATA DAI FEDELI PORTATORI DEI CILII 
E PORTATORI DI SAN CORRADO
 
Nei giorni in cui l'Arca resta nella grotta del Santuario a Noto,
a turni gestiti da volontari, soci fedeli dei Portatori di San Corrado e dei
Portatori dei Cilii, la piantonano.
Un gesto molto devozionale, d'accoglienza ai tanti pellegrini.
Ed anche una suggestiva fotografia dell'Arca di S. Corrado accanto
alla statua della Madonna della Scala, a Noto Antica.
Inoltre una bella immagine dell'Arca dentro al furgone allestito
dalla Diocesi netina, per il Pellegrinaggio devozionale ai vari luoghi diocesani. 
 
Le immagini sono prese da Internet e sono solo indicative,
infatti tantissimi sono i Soci Portatori di S. Corrado e dei Cilii
che si alternano.
 

 
 

Per approfondire

  • visita www.araldosancorrado.org
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  • L'Araldo di San Corrado è il Collegamento Devozionale Italiano dei Devoti e Fedeli del Santo piacentino morto a Noto il 19 febbraio 1351 e nato in Calendasco (Piacenza) nel 1290
  • San Corrado Confalonieri è stato un penitente, terziario francescano, vissuto da eremita in Noto, nella Valle dei Tre Pizzoni dentro ad una grotta